La Corte suprema Usa: Cook rimanga alla Fed

Scritto il 30/06/2026
da Matilde Sperlinga

Lagarde: "Europa più resistente agli choc"

La Federal Reserve rimane un fortino indipendente, almeno per ora. Con una storica sentenza - votata cinque a quattro - la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato il tentativo del presidente Donald Trump di licenziare Lisa Cook (in foto) dal consiglio dei governatori della banca centrale statunitense. Non si tratta di una semplice scelta giuridica, ma di una presa di posizione politica, che mette al riparo la Fed dalla crescenti pressioni della Casa Bianca per un taglio immediato dei tassi. John Roberts, il presidente della Corte, ha infatti stabilito che il Congresso ha blindato per un motivo più che giustificato il mandato dei governatori: tutelare appunto l'indipendenza della Banca centrale statunitense. L'amministrazione al governo non può revocare i mandati a sua discrezione.

Il braccio di ferro era iniziato lo scorso agosto, quando il tycoon aveva deciso di rimuovere la Cook dal suo ruolo, sollevando accuse di frode ipotecaria relativa a due immobili, una mossa che la governatrice ha sempre respinto, definendola un pretesto politico fabbricato per punire il suo rifiuto di piegarsi ai desiderata macroeconomici della presidenza.

Lo scudo eretto attorno a Lisa Cook, che segue l'archiviazione di un'altra indagine penale ai danni dell'ex presidente Jay Powell, riafferma un principio cardine: la politica monetaria deve restare isolata dai cicli elettorali. Un principio di credibilità istituzionale che rappresenta il cuore del dibattito economico globale e che si riflette specularmente anche sull'altra sponda dell'Atlantico.

Continuando a guardare alle banche centrali, ieri nel suo discorso inaugurale al Forum di Sintra, in Portogallo, Christine Lagarde, presidente della Bce, ha sottolineato che il rialzo dei tassi di giungo è stata una scelta necessaria per evitare che l'inflazione rimanesse sopra l'obiettivo del 2% fino al 2028. Ma guardando al futuro ha sottolineato che "l'Europa è oggi più resiliente agli choc" e per questo non sono necessari interventi massicci come nelle crisi del passato.