"Digitalizzazione e hi-tech fattori chiave per la buona gestione delle risorse idriche"

Scritto il 30/06/2026
da Bruno Marrone

Polentini: "Approccio integrato". Ma i costi elevati rischiano di penalizzare le nostre imprese, il ruolo del water manager

La gestione dell'acqua e la sostenibilità ambientale rappresentano oggi una delle principali sfide economiche e industriali per il sistema produttivo italiano. Dalla depurazione degli scarichi al riutilizzo delle acque reflue, fino all'innovazione tecnologica e alla prevenzione degli sprechi, il tema è stato al centro del Cnpr forum Acqua, emergenza da gestire o risorsa su cui investire?, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili. Nel corso del confronto Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell'Odcec di Roma, ha evidenziato come il principio chi inquina paga renda corretto attribuire alle imprese i costi legati al trattamento degli scarichi, sottolineando però la necessità di accompagnare la transizione ambientale con investimenti adeguati, innovazione tecnologica e sistemi intelligenti di monitoraggio.

Secondo Polentini, il miglioramento della gestione delle risorse idriche richiede un approccio integrato, capace di combinare soluzioni naturali, digitalizzazione e tecnologie avanzate. La professionista ha richiamato anche le difficoltà economiche che molte aziende, soprattutto le piccole e medie imprese, devono affrontare nel percorso di adeguamento ambientale. Gli investimenti in impianti avanzati e sistemi di depurazione comportano infatti costi elevati, con il rischio di penalizzare la competitività delle imprese italiane rispetto a quelle operanti in Paesi con standard ambientali meno rigidi.

Tra le possibili soluzioni indicate figurano il ricorso alla finanza sostenibile, l'utilizzo di dati in tempo reale per monitorare consumi e sprechi, l'introduzione di figure specializzate come i water manager e sistemi evoluti di controllo degli impianti industriali.

Le conclusioni del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell'Istituto nazionale esperti contabili, che ha posto l'attenzione sulla necessità di superare definitivamente l'approccio emergenziale nella gestione della risorsa idrica.

"In Italia esiste il PNACC, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, ma la lentezza degli investimenti e una gestione ancora troppo emergenziale ci portano spesso a intervenire solo quando i bacini sono ormai vuoti", ha osservato Longoni. Secondo il consigliere dell'Isnec, siccità e ondate di calore non possono più essere considerate eventi eccezionali, ma fenomeni strutturali destinati ad aumentare. Per questo è necessario costruire una strategia di lungo periodo basata su tre priorità: ridurre le perdite delle reti idriche, modernizzare l'irrigazione agricola e incrementare il riuso delle acque reflue.