Acqua tesoro strategico per il Paese

Scritto il 30/06/2026
da Bruno Marrone

Bergesio e Milani: "Dal governo un piano di lungo periodo, investimenti massicci"

Da emergenza da affrontare nei momenti di crisi a risorsa strategica su cui investire con programmazione, infrastrutture e innovazione. È questo il tema al centro del Cnpr forum Acqua, emergenza da gestire o risorsa su cui investire?, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili presieduta da Luigi Pagliuca, che ha riunito esponenti politici e istituzionali per discutere del futuro della gestione idrica in Italia.

«Per molti anni l'Italia ha affrontato il tema dell'acqua prevalentemente in una logica emergenziale, intervenendo quando la siccità era già in corso. Oggi possiamo dire che si sta cercando di costruire una strategia più strutturale di lungo periodo», ha affermato Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Industria del Senato. Il parlamentare della Lega ha ricordato il decreto sull'emergenza idrica e la siccità, che ha introdotto la figura del commissario straordinario nazionale con il compito di accelerare gli interventi e superare i ritardi burocratici.

Bergesio ha inoltre evidenziato il ruolo del Piano nazionale degli interventi infrastrutturali per la sicurezza del settore idrico, definito «uno dei più importanti strumenti di programmazione degli ultimi anni». Il piano ha individuato circa 400 opere strategiche tra acquedotti, invasi e reti di approvvigionamento. Le richieste di finanziamento hanno superato i 12 miliardi di euro e nel 2025 è già stata finanziata una prima tranche da 954 milioni, mentre si lavora a un ulteriore stanziamento di circa 900 milioni.

Rivendica l'azione del governo Massimo Milani, segretario della commissione Ambiente della Camera. «Abbiamo sostenuto e implementato il Piano per le risorse idriche del 2018 con investimenti importanti grazie alle risorse del Pnrr, pari a 4,5 miliardi di euro», ha dichiarato. Milani ha ricordato anche il primo stralcio da un miliardo di euro destinato a interventi di lungo periodo, soprattutto nel Mezzogiorno, dove risultano necessari nuovi invasi e la riqualificazione di quelli esistenti.

Tra le linee d'azione evidenziate dal parlamentare di Fratelli d'Italia anche il riutilizzo delle acque reflue domestiche e industriali, i sistemi di raccolta e depurazione e gli interventi orientati all'economia circolare.

Sulla necessità di superare definitivamente la politica delle emergenze si è soffermata Patty L'Abbate, vicepresidente della commissione Ambiente della Camera. «Bisogna agire in termini di prevenzione. Non abbiamo sistemi aggiornati per gestire i nuovi fenomeni meteorologici, tra lunghi periodi di siccità e piogge torrenziali improvvise», ha spiegato, ricordando la proposta di legge presentata sulla gestione della risorsa idrica.

Secondo L'Abbate, le priorità riguardano la riduzione delle perdite della rete idrica, che in Italia raggiungono il 45%, il riutilizzo delle acque reflue oggi fermo al 4% e l'introduzione di strumenti innovativi come la water footprint e i certificati blu per incentivare il risparmio idrico.

Più critico Marco Simiani, componente della commissione Ambiente della Camera per il Partito Democratico, che ha posto l'attenzione sulle perdite della rete idrica nazionale. «Ci sono città come Potenza che hanno quasi il 70% di perdite e in Sicilia si supera il 55%. La media italiana è intorno al 41%», ha sottolineato.

Simiani ha inoltre evidenziato l'importanza del riutilizzo delle acque depurate sia in agricoltura sia nei processi industriali, insieme alla necessità di sviluppare sistemi di raccolta e riconvogliamento delle acque piovane.