"Ho dato istruzioni all'Idf di estendere la manovra in Libano", ha tuonato ieri Benjamin Netanyahu. L'esercito israeliano è penetrato più a fondo e ha conquistato un castello crociato storico, in risposta agli attacchi dei droni di Hezbollah che hanno ucciso soldati e costretto la popolazione israeliana a rifugiarsi nei bunker. Le bandiere della Brigata Golani e dello Stato ebraico sventolavano ieri sulla cima della fortezza di Beaufort. Situata a circa 14 chilometri da Israele, al di là del fiume Litani, segna all'incirca il confine meridionale del Libano.
Il castello, o Qalaat Al-Chakif in arabo, venne costruito come avamposto militare crociato e conquistato da diversi eserciti nel corso dei secoli. Dal Saladino, poi di nuovo dai Crociati e infine dal sultano Baibars. Le truppe israeliane lo sottrassero ai militanti palestinesi durante la guerra del Libano del 1982 e lo mantennero fino al 2000. Si rivelò difficile da difendere, a causa dei problemi nei rifornimenti e per i continui attacchi che causarono perdite umane. Israele lo abbandonò nell'ambito del disimpegno dal Libano e fece saltare in aria l'avamposto prima di ritirarsi. La conquista di Beaufort è rimasta nella memoria israeliana come un successo militare, grazie a film e libri. Il sito riveste ora un'importanza strategica cruciale per controllare Hezbollah. "Potrebbe anche servire come una sorta di carta da giocare nei futuri negoziati con i libanesi", ha spiegato Orna Mizrahi, ricercatrice dell'Università di Tel Aviv. Il ministro della Difesa Israel Katz ha precisato che i soldati manterranno il controllo di Beaufort come parte della zona di sicurezza israeliana nel Libano meridionale. "La campagna non è ancora finita", ha affermato. "Siamo determinati a schiacciare il potere di Hezbollah". La battaglia è pesante e dura già da tempo. Le truppe israeliane e Hezbollah hanno continuato a scambiarsi colpi di arma da fuoco dal cessate il fuoco di metà aprile, con il gruppo sciita che ha fatto ricorso all'uso di droni kamikaze economici e facili da assemblare, difficili da intercettare per la difesa aerea. L'avanzata di Tel Aviv è avvenuta mentre venerdì a Washington si tenevano i negoziati per perseguire un piano che porti la pace tra i due paesi e disarmi Hezbollah, alleato dell'Iran. L'incursione ha finora causato la morte di oltre 3.370 persone, secondo il governo libanese. Mentre lo Stato ebraico afferma che 24 suoi soldati e quattro civili sono stati uccisi. Decine di migliaia di israeliani nel nord del Paese sono stati sfollati a causa dei razzi e dei droni del Partito di Dio. L'escalation sta aumentando la pressione sul fragile governo libanese e complicando i negoziati tra Stati Uniti e Iran. La fine dei combattimenti sul fronte libanese è una delle condizioni per un accordo. Netanyahu è stato criticato per aver permesso agli Stati Uniti di limitare la sua azione nella lotta contro il gruppo sciita. Intanto la diplomazia continua il suo lavoro. La Francia ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu. E nel pomeriggio di ieri si è diffusa la notizia che il segretario di Stato Usa Marco Rubio è pronto ad annunciare, se gli sforzi diplomatici avranno esito positivo martedì, una nuova tregua tra Israele e Libano.