"Primarie subito". I grillini preparano la trappola a Elly sulla leadership

Scritto il 01/06/2026
da Giuseppe Alberto Falci

Appendino provoca Schlein: "Non abbia paura". Gioco di sponda coi riformisti Pd

È partito il treno delle primarie di coalizione. La trappola perfetta per arrestare le ambizioni di Elly Schlein. La riforma del sistema di voto proposta dal centrodestra - che prevede l'indicazione del premier - ha accelerato questo processo. Processo che va da sé è stato subito cavalcato dal M5S. "Le primarie - ha avvertito Chiara Appendino, deputata e altissimo dirigente del mondo pentastellato - sono la via maestra per scegliere il leader della coalizione, non c'è motivo di esitare. Se non facciamo le primarie, ditemi come sceglieremo il leader della coalizione". Appendino aggiunge poi con un filo di malizia: "Se qualcuno ha paura, lo dica. Elly Schlein? L'abbiamo vista arrivare, spero che la vedremo anche confrontarsi serenamente in un passaggio democratico con Giuseppe Conte (foto) e con chi vorrà partecipare". Fanno sul serio le truppe grilline. Non scherzano perché hanno capito che la partita delle primarie è apertissima. E le chance di vittoria di Conte crescono di giorno in giorno. Perché l'avvocato del popolo può vantare una popolarità superiore a quella degli avversari interni alla coalizione, essendo stato due volte presidente del Consiglio, oltretutto in una fase delicata come il Covid. Vantando al contempo di aver consegnato all'Italia 200 miliardi del Pnrr. Conte è consapevole di tutto questo ma preferisce indossare la grisaglia democristiana: "L'importante è essere pronti al momento giusto. Serve un programma condiviso e solido, che possa cambiare veramente questa società senza garantire benefici ai soliti poteri forti". Nell'attesa il M5S informalmente avrebbe fatto arrivare una serie di richieste al Partito democratico: le primarie dovranno essere apertissime sia nei gazebo sia online. L'altra condizione è che si debbano svolgere a turno unico. Dalle parti dell'innercircicle di Conte non vogliono sentire parlare di ballottaggio, visto che nel caso dovessero esserci altre candidature - i nomi che girano sono Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Ernesto Maria Ruffini, Giorgio Gori - toglierebbero consensi più alla segretaria del Pd Schlein che al leader del M5S.

Su queste note sono iniziate le grandi manovre dentro e fuori il Partito democratico. Osserva Walter Verini, senatore democrat e capogruppo in commissione Antimafia: "Il tempo in queste settimane va dedicato a costruire un programma credibile e condivisibile. Senza perderne altro. Dopodiché si deciderà come scegliere la leadership che non può che essere condivisa, unificante e competitiva". Primarie sì o primarie no? Al momento Schlein non sembra aprire perché ritiene che tocchi a lei guidare la coalizione in quanto segretaria del primo partito del campo largo. Certo è che il sondaggio di Ipsos, pubblicato sabato dal Corriere della Sera, ha scatenato più di un malumore nelle chat interne. Lo studio fotografa infatti uno scenario horror per il Nazareno: Pd al 20% e Schlein che ha registrato una perdita di 3 punti percentuale come indice di popolarità. Ecco perché è riemerso l'interrogativo: è davvero "Elly" il profilo più indicato come potenziale premier? È noto che diversi padri nobili del Partito democratico - su tutti Goffredo Bettini - sono convinti che Conte sia un profilo più largo per rappresentare l'intera coalizione. E che le primarie siano l'unico modo per arrestare le ambizioni della segretaria. Un treno, quelle delle primarie, che sembra già partito. Ieri Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare del Pd di rito riformista, ha iniziato a far girare il regolamento della competizione del 2012 che videro sfidarsi al ballottaggio Bersani e Renzi. Non è dato sapere se sia un assist al M5S. Certo è che per Ceccanti "non esiste altro metodo condiviso per scegliere il candidato premier" e "per come si è impostata fin qui la coalizione bisogna prendere atto che il tipo di elettorato dei 5Stelle ha bisogno di sentirsi parte di un percorso lungo e democratico per potersi riversare tutto sulla coalizione".