Ci è capitato perfino l'onore di essere citati da Marco Travaglio. Il Giornale, fondato da Indro Montanelli, suo maestro di cronaca (e si vede, perché il direttore del Fatto è un grande talento di questo meraviglioso e maledetto mestiere) è tirato in ballo sul caso Corona. I gioielli del quale, scusate il gioco di parole da tradizionalista, sarebbero le balle che va spargendo per lucrare su fama e sventura dei malcapitati di turno, da Signorini Alfonso ai grandi della dinastia, a lui ostica, di casa Berlusconi. Secondo il Direttore, che molti grillini (se si può ancora dire) chiamano «il Supremo», il fotografo gossipparo che le spara falsissime sarebbe figlio della nostra tradizione giornalistica. Beh, capirete anche voi che Travaglio è troppo intelligente per pensare una cosa del genere. Quindi, se ogni pentola ha il suo coperchio, provo a darvi la lectio difficilior di dantesca memoria, e cioè a spiegarvi come sia possibile una tesi del genere nel Paese dei dossieraggi targati sinistra. Sarà mica che il Giornale sia l'unico che sta seguendo quel paio di inchieste scomode a Sua Maestà Giuseppe Conte? Una è quella sui legami fra il M5s e Hamas, che passano attraverso Mohammad Hannoun, che si trova in galera, luogo che - a memoria - a quelli del Fatto non dispiace affatto. L'altra, su cui anche oggi aggiungiamo qualche tassello, è la grande ruberia del Covid, ai tempi del governo Conte. Una storiaccia di soldi e scorciatoie che gli stessi pentastellati cercano da anni di affossare in Commissione parlamentare. Così come sperano di fare con il caso Striano e con le accuse all'ex procuratore Antimafia Federico Cafiero De Raho, oggi in Parlamento proprio con i 5 Stelle di Conte. Altro che Corona e qualche clic su Youtube.
Dossier falsi e inchieste vere
Scritto il 30/01/2026