Il caso sollevato dal Giornale sull'ultima produzione di Zerocalcare (Due spicci), realizzata da Movimenti Production, accende lo scontro politico sulle segnalazioni giunte al sindacato degli artisti e animatori (Unita) su presunti episodi di collaboratori sottopagati per realizzare la mini-serie di Zerocalcare uscita su Netflix il 26 maggio scorso. La casa di produzione attraverso una nota respinge le accuse: «In queste ore ci stiamo trovando davanti a un attacco inaccettabile, partito da un collettivo di persone che si celano dietro l'anonimato, attraverso la pubblicazione di una serie di accuse prive di alcuna attendibilità e che respingiamo con forza. Rinnoviamo la nostra apertura al dialogo attraverso le associazioni di categoria». In Parlamento si muove però Maurizio Gasparri con un'interrogazione al ministro del Lavoro Maria Elvira Calderone. Va ricordato che la mini-serie ha usufruito del tax credit previsto dal ministero della Cultura (3 milioni di euro).
Senatore Gasparri, perché un'interrogazione parlamentare?
«Ho letto il vostro articolo e ritengo che il ministero debba approfondire se ci sono state eventuali violazioni, ipotesi di lavoratori sottopagati. Il ministero dispone di ispettori in grado di fare queste verifiche. Per carità, potrebbe essere tutto lecito e regolare. Però è singolare che chi fa il predicozzo sulla precarietà, sullo sfruttamento, poi rischia di cadere sulla stessa buccia di banana. È il classico profeta della sinistra».
Nella sua lunga esperienza politica quanti ne ha incontrati di questi profeti?
«Eeeee... A bizzeffe. Questi personaggi riempiono le pagine dei giornali con prediche, appelli e battaglie. Poi Per fortuna c'è la stampa libera (voi) e la politica che fa il proprio dovere. Io non accuso nessuno, sto ponendo solo domande. Ma già conosco la risposta».
Di chi?
«Di Zerocalcare, più Zero che Calcare. Battute a parte. Dirà io non c'entro nulla, se ne occupa la produzione. Però vorrei dire se si parla di questa mini-serie Due spicci è perchè c'è Zerocalcare. Questa risposta è già capitata un'altra volta».
La produzione dice che non c'è alcuna irregolarità
«Nessuno si illuda di impedire legittime e incontestabili attività ispettive che sono una libera e fondamentale prerogativa dell'attività parlamentare. Se i produttori di Due spicci hanno le carte in regola lo potranno spiegare alle verifiche che io chiedo e auspico. O loro si autocertificano come depositari della verità?».