Invece di festeggiare la Repubblica e i nostri militari che ogni giorno la difendono c’è chi preferisce lanciare appelli contro le forze armate. Stop Rearm Italia, la coalizione europea nata lo scorso anno contro il Piano di riarmo europeo e promossa in Italia da oltre 500 organizzazioni sociali e politiche, dà il via a una campagna chiamata “Stato Sociale, non Stato di guerra”.
“Fuori dal Patto di Stabilità per investire nel futuro, non nella guerra, per chiedere risorse destinate a lavoro, diritti, welfare e transizione ecologica invece che al riarmo” si legge nell’appello promosso insieme a un vademecum su “Come difendersi dalla propaganda bellica”.
L’iniziativa è “un invito a disobbedire ai vincoli finanziari dell’Unione Europea per costruire giustizia sociale e garantire un futuro alle prossime generazioni” lanciando un appello ad attivarsi sui territori con “iniziative per la Pace e contro l’economia di guerra”. A finire nel mirino della rete Stop Rearm è il governo Meloni colpevole di aver aderito all’aumento della spesa militare.
“Ottanta anni fa –, con un referendum, gli italiani e, per la prima volta anche le italiane, cacciarono via un Re che ci aveva consegnato al fascismo, al nazismo e alla guerra, e scelsero la Repubblica, fondata sulla Costituzione del lavoro, della pace e della sovranità che appartiene al popolo” scrivono i promotori che hanno scelto proprio il 2 giugno per lanciare il loro appello. Così l’iniziativa finisce per diventare non contro la guerra ma contro le forze armate nel giorno in cui si celebra la Repubblica.
Ad aderire alla mobilitazione sono alcune delle principali realtà della sinistra italiana tra cui l’ANPI e la Cgil insieme ad Avs (gli europarlamentari Mimmo Lucano e Ilaria Salis sostengono attivamente la campagna No Rearm Europe), Rifondazione Comunista e Mediterranea e non poteva mancare all’appello il mondo pro Pal.
Le mobilitazione è solo una tappa di avvicinamento verso la prima grande manifestazione europea ‘Welfare not Warfare’ contro il piano di riarmo europeo che si terrà il 14 giugno a Bruxelles e a cui parteciperà anche una delegazione italiana. Il 17 giugno è invece prevista l’Assemblea nazionale di Stop Rearm Italia mentre la data da segnare in rosso è il 18 luglio a Genova quando, a 25 anni dal G8, si terrà l’Assemblea nazionale del Movimento No Kings Italia.
Lo stesso movimento che ha lanciato l'invito alla mobilitazione per oggi “il 2 giugno 1946 abbiamo cacciato un Re. Oggi ne abbiamo molti altri da cacciare. Vogliamo una RePubblica No Kings, che ripudia guerra e riarmo, genocidio, autoritarismo e repressione”. Un’agenda politica più che una semplice iniziativa contro la guerra.