Ridurre le bollette e produrre energia pulita senza dover sostenere, nella maggior parte dei casi, l'investimento iniziale per l'installazione dei pannelli solari. È l'obiettivo del Reddito Energetico Nazionale, la misura promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e gestita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), pensata per consentire alle famiglie con redditi più bassi di dotarsi di un impianto fotovoltaico per la propria abitazione.
Dopo il rapido esaurimento delle risorse stanziate nelle precedenti annualità, molte famiglie guardano ora al Reddito Energetico Nazionale 2026, in attesa della pubblicazione di un nuovo bando, anche se al momento non ci sono dettagli sull’apertura di una nuova finestra, sullo stanziamento delle risorse e sul calendario per la presentazione delle domande.
Cos'è il Reddito Energetico Nazionale
Il Fondo finanzia l'installazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoconsumo domestico. In pratica, il contributo viene erogato direttamente all'impresa installatrice e il beneficiario non deve anticipare il costo principale dell'impianto.
La misura è stata pensata con un duplice obiettivo: contrastare la povertà energetica e favorire la diffusione delle fonti rinnovabili, permettendo anche alle famiglie economicamente più fragili di produrre parte dell'energia elettrica necessaria ai consumi domestici.
Chi può richiederlo
Possono accedere al Reddito Energetico Nazionale le persone fisiche appartenenti a nuclei familiari con Isee non superiore a 15.000 euro, o Isee fino a 30.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico.
Il richiedente dev’essere inoltre residente nell'immobile sul quale verrà installato l'impianto; essere proprietario, usufruttuario o titolare di un altro diritto reale sull'abitazione (non sono ammessi contratti di locazione); essere intestatario della fornitura elettrica relativa all'immobile. Ancora: la potenza dell'impianto non deve superare quella del contatore elettrico già in uso.
La misura può interessare anche chi vive in un edificio condominiale, purché l'installazione dell'impianto sia tecnicamente possibile e siano rispettate le regole per l'utilizzo delle parti comuni.
Nelle precedenti annualità, il Fondo prevedeva una riserva dell'80% delle risorse a favore delle Regioni del Mezzogiorno. Resta da capire se tale ripartizione sarà confermata anche per il prossimo bando.
Quali impianti possono essere finanziati
L'agevolazione riguarda generalmente impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 2 e 6 kW, destinati a soddisfare i consumi dell'abitazione.
Il contributo è composto da una quota fissa di 2.000 euro, e una quota variabile, calcolata in base alla potenza dell'impianto (1.500 euro per ogni kW installato, fino a un tetto massimo di 11.000).
Nella maggior parte dei casi il contributo consente di coprire integralmente o quasi il costo dell'intervento, permettendo l'installazione dei pannelli senza esborsi iniziali da parte della famiglia beneficiaria. È comunque opportuno verificare con l'impresa installatrice se, in presenza di particolari caratteristiche dell'immobile o della necessità di interventi aggiuntivi, possano essere richieste alcune spese accessorie non comprese nel finanziamento.
L'energia prodotta e non autoconsumata non dà luogo, per il beneficiario, ai meccanismi di valorizzazione economica normalmente previsti per altri impianti fotovoltaici. Le eccedenze vengono infatti messe a disposizione del GSE, che ne utilizza i proventi per alimentare nuovamente il Fondo e consentire ad altre famiglie di accedere alla misura.
Come si presenta la domanda
Per presentare la richiesta, oltre a possedere i requisiti indicati, è necessario rivolgersi preventivamente a un'impresa installatrice accreditata presso il GSE, che effettui un sopralluogo, verifichi la fattibilità dell'intervento e predisponga la proposta tecnica ed economica necessaria per la domanda di contributo. Con il supporto dell'installatore, il richiedente presenta quindi la domanda attraverso il portale del GSE.
Ciò non comporta, di per sé, l'obbligo di sostenere immediatamente i costi dell'impianto, poiché la realizzazione dell'intervento resta subordinata all'ammissione al beneficio. Solo dopo l'eventuale ammissione al contributo si procede infatti con l'installazione dell'impianto e con l'erogazione del contributo direttamente all'impresa incaricata dei lavori.
Quanto si può risparmiare in bolletta
Come detto, l'obiettivo principale del Reddito Energetico Nazionale è proprio quello di ridurre il peso delle spese energetiche. L'energia prodotta dall'impianto e autoconsumata consente infatti di abbattere i costi della bolletta elettrica e di rendere la famiglia meno esposta ai rincari dei prezzi dell'energia.
In linea generale, un impianto fotovoltaico può coprire dal 40% al 60% del fabbisogno elettrico annuo di una famiglia, percentuale che può aumentare ulteriormente se i consumi vengono concentrati nelle ore in cui i pannelli producono energia. Per un impianto di piccole dimensioni, da circa 3 kW, il risparmio può arrivare a diverse centinaia di euro l'anno, mentre impianti più potenti e adatti a consumi elevati possono consentire risparmi ancora maggiori.
Alternativo ad altri bonus
Il Reddito Energetico Nazionale non è cumulabile con altri incentivi pubblici aventi a oggetto le medesime spese, come le detrazioni fiscali per l'installazione di impianti fotovoltaici, o altri contributi statali e regionali. Chi accede al Fondo deve quindi scegliere questa misura in alternativa agli altri incentivi disponibili.
Quando arriverà il bando 2026
Al momento non è ancora stato pubblicato il bando per il 2026, né sono state comunicate le date di apertura dello sportello per la presentazione delle domande.
Le precedenti annualità hanno però evidenziato un forte interesse da parte delle famiglie, con l'esaurimento delle risorse disponibili in tempi molto rapidi. Per questo motivo, chi ritiene di possedere i requisiti farebbe bene a prepararsi per tempo, predisponendo già tutta la documentazione necessaria e monitorando costantemente le comunicazioni del GSE.
Arrivare pronti potrebbe fare la differenza tra riuscire a ottenere il contributo e dover attendere un eventuale nuovo stanziamento di risorse.
Come prepararsi alla domanda
In attesa dell'apertura del nuovo sportello, è opportuno avere già a disposizione:
l'Isee in corso di validità;
un documento di identità;
i dati della fornitura elettrica, compreso il codice Pod;
la documentazione relativa alla proprietà o alla disponibilità dell'immobile;
una verifica preliminare della possibilità di installare l'impianto sul tetto dell'abitazione.
Può essere dunque utile iniziare a raccogliere informazioni e prendere contatti con le imprese installatrici accreditate presso il GSE, così da arrivare preparati nel caso di apertura di una nuova finestra per la presentazione delle domande.
Un'opportunità contro il caro energia
Il Reddito Energetico Nazionale rappresenta una delle misure più interessanti per le famiglie a basso reddito che desiderino ridurre in modo strutturale la spesa per l'energia e contribuire alla transizione ecologica.
Per molti nuclei familiari, infatti, la possibilità di installare un impianto fotovoltaico senza dover sostenere il costo iniziale può trasformarsi in un aiuto concreto contro il caro bollette e in un'opportunità di accesso alla transizione energetica che, senza un sostegno pubblico, risulterebbe difficilmente sostenibile dal punto di vista economico.