Una dozzina di secondi mal contati, anche qualcosa di meno. Per quello che è diventato il gol più veloce della storia della Juve: Dusan Vlahovic, di nuovo titolare, si prende la Signora sulle spalle e la guida alla vittoria sul campo del Lecce. Il serbo ha così battuto il precedente primato di 18'' che Vidal aveva stabilito nella sfida contro l'Inter del 3 novembre 2012 ma, soprattutto, ha facilitato la serata della Signora. La quale, grazie ai tre punti conquistati ieri, fa un passettino verso la qualificazione alla prossima Champions in attesa di ospitare la Fiorentina nel prossimo turno prima di chiudere la stagione nel derby contro il Toro. Milan scavalcato e Roma dietro.
Insomma: la Juve doveva vincere e ha vinto, sfruttando un inizio rabbioso che ha fatto il paio con la disorganizzazione e la deconcentrazione della squadra di Di Francesco: vero che i giallorossi avrebbero potuto pareggiare quasi subito con Cheddira (bravo Di Gregorio), vero anche che di lì a poco gli ospiti avrebbero colpito un palo con Conceiçao e sfiorato almeno un altro paio di reti, una delle quali fallita per egoismo dallo stesso Vlahovic. Per qualche peccato di ingenuità la Juve arrivava così all'intervallo avanti di un solo gol, dimostrando però un'inevitabile superiorità tecnica e un piano gara volto a creare superiorità sugli esterni grazie a Yildiz e al portoghese tascabile. La gara si sarebbe potuta chiudere a inizio ripresa, ma il Var annullava due reti agli ospiti (a Vlahovic
e Kalulu) e sempre per fuorigioco del numero nove: la gara rimaneva così più o meno in bilico, pur se il Lecce confermava minuto dopo minuto la fragilità delle proprie fondamenta. Semmai, la sorpresa stava nel fatto che la Juve non riuscisse a raddoppiare: Spalletti richiamava Vlahovic per Holm (McKennie centravanti per qualche minuto), N'Dri sfiorava il pareggio e gli ultimi minuti venivano così vissuti con qualche patema di troppo da parte della banda di Spalletti. Cui però i tre punti non sfuggivano.