Questione di ore. Ma il destino di Luigi Lovaglio pare ormai segnato. Il cda iniziato ieri per valutare la posizione dell'amministratore delegato dopo la sua discesa in campo con la lista presentata dalla holding Plt della famiglia Tortora è stato sospeso e aggiornato a questa mattina per la parte riguardando proprio il futuro del banchiere. L'obiettivo, secondo quanto risulta al Giornale, sarebbe quello di prendersi ancora del tempo per approfondire la posizione di Lovaglio a 360 gradi con pareri tecnico-legali prima di procedere con il ritiro delle deleghe, richiesta di dimissioni o addirittura con un licenziamento per giusta causa. Non solo. Sarebbe al vaglio anche la possibilità di indicare esplicitamente già oggi Fabrizio Palermo già presente nella rosa dei nomi - con il ruolo di amministratore delegato candidato dal cda.
Intanto, le contestazioni a Lovaglio riguardano i tempi e le modalità della presentazione della lista, considerando anche le dichiarazioni fatte agli investitori della City dallo stesso banchiere quando aveva già in tasca il progetto alternativo al suo cda, l'assenza di una valutazione di un consulente esterno e i requisiti dei candidati. L'elenco sarebbe stato poi presentato in prossimità della scadenza fissata senza fare alcun cenno a una comunicazione alla Bce per la valutazione dei profili dei candidati. Le stesse perplessità riguardano l'assenza di comunicazione esplicita alla banca della composizione di una lista contraria che, da procedura Consob, doveva essere dichiarata preventivamente. Per gli analisti di Equita rimane, inoltre, da valutare «come le indagini in corso della magistratura, in cui Lovaglio figura tra gli indagati, possano incidere sulle indicazioni di voto» all'assemblea.
Le novità che potrebbero arrivare questa mattina se l'indicazione di Palermo venisse confermata bloccherebbero sul nascere sia le mosse di Vittorio Grilli (che punterebbe a sostituire in corsa l'attuale candidato presidente inserito nella rosa di Plt, Cesari Bisoni, una volta completata l'incorporazione di Mediobanca) sia quelle di Corrado Passera. Alla conferenza londinese non c'era solo Lovaglio ma anche l'ex numero uno di Illimity che è proposto nella lista caldeggiata da Caltagirone insieme a Palermo e Carlo Vivaldi e che, come ha scritto Il Giornale senza ricevere finora alcuna smentita, sarebbe stato pronto a candidarsi come ad in asse con Lovaglio. Nella City Passera si sarebbe presentato ad alcuni investitori con un ruolo di mediatore e anche con il profilo più adatto per venire incontro alle richieste fit&proper della Bce (che in questo contesto ha complicato ulteriormente la partita avendo imposto l'approvazione del piano industriale una settimana prima della presentazione delle liste). L'ex ministro non è del resto nuovo a queste operazioni sul Monte. A luglio 2016 propose un suo piano di salvataggio per Mps in zona Cesarini, proprio mentre l'allora ad di Mps, Fabrizio Viola, stava varando il suo. In quell'occasione, il cda della banca senese rispedì subito al mittente la proposta dell'ex ministro. Qualche mese dopo, nell'ottobre 2016, ci riprovò con il nuovo ai tempi - amministratore delegato di Mps, Marco Morelli. L'istituto senese era in difficoltà, ancora schiacciato dai crediti deteriorati accumulati negli anni precedenti e Morelli stava lavorando a un piano di salvataggio di mercato che prevedeva un aumento di capitale (circa 5 miliardi) con la cessione massiccia di npl e il supporto di banche d'investimento internazionali. Passera a sorpresa si presentò con un piano alternativo tramite il veicolo Italia Unica. Morelli e il board di Mps lo respinsero duramente al mittente perché giudicato poco concreto, non finanziato e senza garanzie reali sugli investitori. L'1 novembre 2016 Passera ritirò la sua proposta «formulata per conto di investitori di cui non sono state rese note le generalità», resta scritto dalla banca nel bilancio 2016. Quanto all'assemblea del 15 aprile, Delfin (17,5%) sarebbe orientata all'astensione, mentre il Mef (4,9%) potrebbe partecipare votando la lista del cda. I riflettori sono, infine, accesi sul voto dei fondi, su cui peseranno anche le indicazioni dei proxy advisor attese nei prossimi giorni.