AGI - A distanza di tre anni dal trapianto di rene, ha dato alla luce il suo secondogenito. È la storia di una donna di 34 anni originaria del Napoletano che, qualche giorno fa, ha partorito all’ospedale di Salerno. Il neonato, del peso di 2 chili e 950 grammi, sta bene, così come la madre.
La gravidanza in una donna portatrice di trapianto renale è una condizione rara e particolarmente delicata. È, infatti, una situazione ad alto rischio che richiede un attento monitoraggio sia per la salute della madre e per la funzionalità dell’organo trapiantato, sia per il benessere del nascituro. In Italia, in media, si registrano circa dieci parti all’anno in donne portatrici di trapianto di rene.
Il trapianto e il percorso clinico
La 34enne, nel 2023, è stata sottoposta, al Centro trapianti renali dell’azienda ospedaliero-universitaria Ruggi di Salerno, a un trapianto da donatore deceduto. Successivamente è stata affidata alle cure dei nefrologi del trapianto.
La scoperta della gravidanza
Nel luglio dello scorso anno ha scoperto di essere in dolce attesa e, grazie al lavoro di équipe e allo stretto monitoraggio clinico garantito dai nefrologi, ha partorito, nei giorni scorsi, il suo secondo figlio.
Una nascita dopo 17 anni
La nascita è arrivata a distanza di 17 anni dalla prima gravidanza, avvenuta quando la donna non era ancora affetta da malattia renale.
Un centro di riferimento nazionale
L’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona si conferma così centro di riferimento per il follow-up del trapianto renale e per la gestione delle gravidanze nelle pazienti trapiantate, con una delle casistiche italiane più rilevanti per questa tipologia di pazienti.
Un caso unico nella letteratura scientifica
Lo scorso anno, proprio a Salerno, è stato descritto il primo caso al mondo riportato in letteratura relativo a una gravidanza ottenuta mediante fecondazione eterologa in una paziente trapiantata e affetta da rene policistico.

