Cosa è successo al Toro della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano? In tanti se lo chiedono in queste ore, dopo che il restauro periodico commissionato dal Comune è stato finito. O forse no, perché la versione delle ultime ore indica che il mosaico dev’essere ancora completato ma, intanto, era stato aperto al pubblico, togliendo tutte le transenne e rendendolo nuovamente disponibile. Ma per poche ore, visto che da ieri sera è stato coperto da un cartone bianco anonimo, in attesa che, pare, venga ultimato. Il fatto che dovesse essere finito è emerso solo in un secondo momento e, quasi come sberleffo, i turisti hanno iniziato a lanciare le monetine, mai successo prima in Galleria: un significato dovrà pur averlo.
L’iconico animale riprodotto in uno dei bracci laterali della Galleria, nella sua nuova forma, è senza i testicoli, l’elemento che più di tutti l’ha reso famoso per un’antica tradizione milanese che mette le sue radici in un passato lontano e che oggi viene ripresa dai turisti. La tradizione è nata verso la fine dell'Ottocento, non molto tempo dopo l'inaugurazione della Galleria Vittorio Emanuele II, avvenuta nel 1867. All'inizio la superstizione prevedeva che il giro sul tallone portasse fortuna solo se compiuto rigorosamente ad occhi chiusi e allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, come augurio per il nuovo anno. Nell'Ottocento il toro era visto soprattutto come un antico simbolo di virilità e potenza generatrice. All'epoca erano principalmente le donne a sfiorare il mosaico con discrezione, sperando che il gesto propiziasse il concepimento di un figlio. Inoltre, com’è noto la Galleria nacque per celebrare l'Unità d'Italia e Torino era stata la prima capitale del Regno. Tra Milano e Torino c'era una forte rivalità economica e politica, e i milanesi iniziarono a calpestare gli attributi del toro (simbolo della città sabauda) come un ironico “dispetto” geometrico e goliardico verso i cugini piemontesi e la dinastia dei Savoia.
“Le dichiarazioni dell’assessore Granelli, che in un video social ha liquidato il tradizionale giro sulle parti basse del Toro come una semplice tradizione turistica, dimostrano una profonda ignoranza della storia milanese”, si legge in una nota di Samuele Piscina, segretario cittadino della Lega e consigliere comunale di Milano, e Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega in Lombardia. “Come se non bastasse, oggi per coprire la vergogna dello sfregio è stato persino posizionato un cartone sopra la parte interessata del mosaico. Una soluzione che rende ancora più evidente l’assurdità della vicenda, con i turisti che stanno lanciando monetine sopra il cartone, quasi a voler sbeffeggiare il Comune offrendo un piccolo aiuto economico nella speranza che possano rieseguire decentemente i lavori. Per questo chiediamo un intervento immediato della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio affinché venga fatta piena chiarezza sull’intervento eseguito e venga eseguito il ripristino dell’opera nella sua configurazione originaria, restituendo a Milano un simbolo della propria storia e identità”, concludono i due esponenti della Lega.
Dal canto suo il restauratore si difende dalle colonne del Corriere della sera: “Surreale criticare un lavoro non ancora finito. Sono polemiche che mi fanno sorridere. Capitano sempre quando c’è un restauro e poi è ridicolo che il restauro di oggi venga messo a confronto con quello precedente dato che sono sempre io l’autore”. La speranza dei milanesi è che, finalmente, i testicoli possano tornare al loro posto.

