Venezuela, oggi le piazze dei ProMad per "cacciare il governo Meloni"

Scritto il 10/01/2026
da Francesca Galici

La nuova causa sociale per generare il caos nelle città è il Venezuela: attenzione massima attorno all'ambasciata Usa di Roma e ai consolati delle varie città

Oggi sono state convocate le piazze ProMad: ci sono appuntamenti in tutta Italia contro l'intervento Usa che ha portato alla caduta del regime di Nicolas Maduro e al suo arresto, convocate dalla sinistra radicale extraparlamentare che fino a pochi giorni fa si stracciava le vesti per la Palestina. Le sigle sono sempre quelle, c'è poco da dire: Potere al Popolo, Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta, Osa, Usb. A loro si accodano poi i collettivi comunisti delle scuole, i movimenti antagonisti e pure quelli per la Palestina, che hanno bisogno di continuare ad avere i riflettori accesi. Roma e Milano saranno le piazze maggiormente attenzionate, insieme a tutte quelle in cui è presente un consolato americano: l'obiettivo dei manifestanti è quello di raggiungerlo ma troveranno il cordone di sicurezza delle forze dell'ordine e a quel punto non è escluso che si verifichino scontri o guerriglia.

"Le parole d’ordine della nostra solidarietà con il Venezuela bolivariano devono essere chiare e nette: cacciamo il governo Meloni! Spezziamo l’occupazione militare degli imperialisti Usa nel nostro paese! Lottiamo con forza, coraggio e onore contro l’imperialismo a partire da casa nostra", è il grido di battaglia del Partito dei Carc, che continuano a cercare la destabilizzazione del Paese attraverso l'eversione e ogni occasione per loro è utile per scendere in piazza e procurar battaglia. "Blocchiamo tutto, cambiamo tutto", dicono ancora. Le scuole, da quando hanno riaperto, sono in agitazione: per il momento non si sono ancora verificate occupazioni in nome del Venezuela ma sono già apparsi i cartelli che richiedono la liberazione di Maduro e di sua moglie, già comparsi in tribunale a New York, per i quali la prima vera udienza è fissata per il prossimo marzo.

"Occorre tornare a riempire le piazze. Per difendere il Venezuela, che ha diritto non solo a poter gestire liberamente le proprie risorse naturali ma anche a difendere le conquiste sociali ottenute in questi anni e non tornare sotto il dominio neocoloniale", scrive l'Usb chiamando la manifestazione, che ovviamente sarà anche per la Palestina, ma in seconda battuta, per non precludersi comunque la possibilità di avere qualche decina di persone in più che servono a fare numero. "Giù le mani dal Venezuela", gridano da giorni i ProMad occidentali, i comunisti da divano con l'iPhone tra le mani, mentre i venezuelani continuano a festeggiare per la libertà ritrovata.