Una scena degna di un film d’azione, è andata in “scena” nella tarda mattinata del 16 aprile, quando il quartiere Arenella di Napoli si è trasformato nel teatro di una rapina ad alta tensione. Obiettivo dei criminali, la filiale della banca Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, una delle zone più trafficate e frequentate della città. Tre uomini entrano in azione con modalità spettacolari e violente, secondo le testimonianze, hanno sfondato le vetrate dell’istituto utilizzando un’auto come ariete, irrompendo all’interno tra lo choc generale di clienti e dipendenti. Il colpo sembra essere stato pianificato nei dettagli e l’impatto è stato travolgente con momenti di panico, urla e confusione.
I rapinatori con le maschere di attori famosi
I cinque criminali, con il volto coperto da maschere di cartapesta raffiguranti volti di attori famosi, hanno preso rapidamente il controllo della banca. Un dettaglio inquietante, quasi surreale, che molti testimoni hanno raccontato poco dopo ai carabinieri. All’interno si trovavano circa 25 persone tra clienti, impiegati e il direttore della filiale. Tutti vengono sequestrati e radunati sotto la minaccia dei rapinatori, che nel frattempo si sono barricati all’interno dell’edificio. Gli ostaggi vengono chiusi in una stanza mentre all’esterno scatta l’allarme. Alcuni vivono momenti di forte stress e almeno sei persone accusano malori dovuti alla paura e richiedono l’intervento dei sanitari. Le loro condizioni, tuttavia, non risultano gravi.
L’intervento e l’area blindata
Alle 12.47 scatta l’intervento delle forze dell’ordine. Carabinieri e Polizia di Stato arrivano sul posto e circondano completamente l’edificio. La piazza viene isolata, gli accessi bloccati e l’intero perimetro messo in sicurezza. I militari non si limitano agli ingressi principali, vengono controllati anche i locali attigui e ogni possibile via di fuga, compresa l’ipotesi che i rapinatori possano aver utilizzato cunicoli o fori nei muri, secondo modalità riconducibili alla cosiddetta “banda del buco”. Nel frattempo, la scena attira l’attenzione di decine di cittadini, molti si fermano oltre le transenne e iniziano a riprendere tutto con i cellulari. In pochi minuti, video e fotografie diventano virali.
Le autorità e il Gis
Sul posto arriva anche il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, che segue direttamente le operazioni. Presente anche il comando provinciale dei carabinieri, mentre il prefetto Michele di Bari monitora costantemente la situazione. Cresce intanto l’attesa per l’arrivo del Gruppo Intervento Speciale (GIS), il reparto d’élite dei carabinieri in arrivo da Livorno. Si tratta delle cosiddette “teste di cuoio”, gli stessi uomini che hanno partecipato alla cattura del boss Matteo Messina Denaro. Accanto a loro è previsto anche l’intervento di un mediatore, mentre si prepara un eventuale blitz.
L’irruzione
La situazione resta bloccata fino alle 13.30, quando scatta il momento decisivo. I Vigili del Fuoco intervengono direttamente sulla struttura e iniziano a sfondare una delle vetrate per creare un varco sicuro. È l’inizio della fase più delicata dell’operazione. In pochi minuti, attraverso l’apertura creata, gli ostaggi vengono fatti uscire uno alla volta. Alle 13.36 arriva la conferma ufficiale dei carabinieri; tutte le 25 persone sequestrate sono state liberate.
Ostaggi salvi ma sotto choc
Nonostante la paura e i momenti drammatici vissuti, nessuno degli ostaggi ha avuto bisogno di essere trasportato in ospedale. I sei che hanno accusato malori sono stati assistiti sul posto, si è trattato principalmente di reazioni allo stress subito. Tutti vengono successivamente accompagnati in caserma per essere ascoltati e fornire elementi utili alle indagini, inclusi dettagli fondamentali come le maschere indossate dai rapinatori e le dinamiche interne durante il sequestro.
Dove sono i rapinatori? Ispezione rete fognaria
Mentre gli ostaggi sono al sicuro, resta il nodo principale, i rapinatori risultano, al momento, ancora barricati all’interno della banca. Non si esclude, tuttavia, che possano aver tentato la fuga attraverso passaggi nascosti, fori o cunicoli. Con il passare delle ore prende sempre più corpo l’ipotesi della fuga dei malviventi nelle fogne: per questo sono in corso le ispezioni con la squadra di Abc, che gestisce la rete idrica cittadina. Sul posto sono arrivati i carabinieri del Gruppo intervento speciale (Gis) di Livorno per la bonifica all'interno della filiale della banca.
L’auto usata per il colpo
Le indagini immediate portano anche al ritrovamento dell’auto utilizzata per l’assalto, si tratta di un’Alfa Romeo Giulietta nera, rinvenuta poco distante dalla banca. Il veicolo, probabilmente rubato, presentava una targa contraffatta realizzata in cartone, segno di una pianificazione accurata del colpo.
Il bilancio al momento
Per fortuna oltre allo choc nessuna conseguenza grave. Il prefetto Michele di Bari ha parlato di “elevata professionalità, coraggio e senso dello Stato”, sottolineando che “grazie alla rapidità d’azione e alla sinergia operativa si è giunti alla liberazione di tutti gli ostaggi poco dopo le ore 13.30, senza conseguenze gravi”. Dalla Prefettura è arrivato anche un riconoscimento per l’azione coordinata tra carabinieri, polizia, vigili del fuoco e sanitari, oltre a un “particolare apprezzamento” per il ruolo svolto dal procuratore Gratteri, presente sul campo durante tutte le fasi.

