Satispay, sempre più fintech, lancia una nuova sfida alle banche tradizionali e debutta nel settore dei fondi. Dopo aver portato il buy now pay later anche nei negozi fisici e lanciato piani di accumulo (con Amundi), ora il gruppo guidato da Alberto Dalmasso (in foto) fa il suo ingresso in un nuovo ambito del risparmio.
Partner d'eccezione è Invesco, che con oltre 2.000 miliardi di dollari in gestione, è uno dei principali asset manager indipendenti al mondo. Insieme, Satispay e Invesco, proporranno ai risparmiatori 3 tipologie di fondi per tre target di investimento diversi. Un fondo obbligazionario, uno bilanciato e uno che punta sull'azionario globale. Quindi, rispettivamente, un prodotto a rischio basso, medio e alto. Per Satispay, partita come applicazione per scambiare piccole somme di denaro, si tratta di un nuovo passo nel processo di trasformazione iniziato mesi fa e che la identifica sempre più come una fintech. A maggio, Satispay aveva debuttato nel mondo degli investimenti grazie a un nuovo servizio integrato nell'applicazione. Forte dei 5,5 milioni di utenti raggiunti e dei 3,5 miliardi di euro di pagamenti che ha processato nel 2024, il gruppo ha lanciato Salvadanaio Remunerato con Amundi (gruppo Crédit Agricole). «Da metà maggio a dicembre abbiamo visto investire più di 300mila utenti. Credo sia un risultato che può raggiungere solo chi, come noi, interagisce ogni giorno con una community così numerosa e attenta. Partiti per dare un'alternativa alla liquidità ferma sui conti, ora facciamo un passo in più. Ci rivolgiamo non solo a chi inizia, ma anche a chi già investe e vuole costruirsi un'indipendenza finanziaria e pianificare il proprio futuro», ha commentato Dalmasso.
Ma come funziona il nuovo nato? Satispay spiega che non ci sono costi di acquisto o vendita, è possibile avere un proprio Iban e non servono importi minimi. La commissione annua varia da 0,9 a 1,02 euro. I fondi sono riscattabili in ogni momento e l'operatività è inoltre sottoposta alla supervisione e al controllo di Fondaco, società di fund management responsabile anche della gestione del rischio.

