Con il blitz in Venezuela costato il potere a Nicolas Maduro, Donald Trump ha inflitto a Xi Jinping un'inaspettata sconfitta diplomatica. Il motivo è presto detto. Il giorno prima del suo arresto Maduro era di ottimo umore al Palazzo Miraflores, sede presidenziale del Paese sudamericano, impegnato a ospitare un'importante delegazione cinese inviata dal governo di Xi. Pare che il team guidato da Qiu Xiaoqi, rappresentante speciale di Pechino per l'America Latina, abbia tenuto colloqui informali con il presidente venezuelano della durata di circa due ore e mezza. Sorrisi, strette di mano, foto di rito. In cima all'agenda del meeting c'era la cooperazione tra Cina e Venezuela per far fronte alle sanzioni e al blocco navale imposti dagli Stati Uniti a Caracas. Poche ore dopo le forze statunitensi avrebbero effettuato un raid a sorpresa in quel di Caracas, catturando Maduro e sua moglie, Cilia Flores, tra l'incredulità di Pechino.
Lo smacco di Trump a Xi
Come ha sottolineato la Nikkei Asian Review, l'episodio sopra raccontato, e cioè l'arresto di Maduro, coinciderebbe con la seconda doccia fredda subita da Xi Jinping negli ultimi nove anni per mano di Trump. La prima risalirebbe all'aprile 2017, quando il leader cinese visitò gli Stati Uniti per il suo primo vis a vis con il tycoon. Ospite nell'elegante tenuta trumpiana di Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, Xi e consorte, Peng Liyuan, ricevettero un'accoglienza da red carpet. Peccato che, solo poco prima della fine della cena, Trump informò il suo ospite degli attacchi aerei statunitensi in Siria.
Xi, che aveva auspicato una soluzione pacifica della questione siriana, sarebbe stato colto di sorpresa dalla decisione di Trump di lanciare attacchi aerei nel territorio siriano, tanto da chiedere al suo interprete di ripetere le parole uscite dalla bocca del presidente americano per avere la conferma di quanto udito. In base a quanto emerso, prima dell'inizio del banchetto con il leader cinese, il presidente statunitense aveva tenuto un incontro segreto con un piccolo numero di alti funzionari dal quale sarebbe emersa la decisione definitiva sulla Siria. Comunicata all'illustre ospite soltanto al termine della serata e con l'attacco già compiuto...
Una nuova doccia fredda?
Le circostanze venezuelane dimostrerebbero un fatto piuttosto preoccupante per Xi: la Cina non sarebbe stata in grado di accertare in anticipo l'operazione a sorpresa dell'esercito statunitense a Caracas. Circa sei ore e mezza dopo l'incontro con Maduro, la delegazione cinese di Qiu Xiaoqi sarebbe rimasta sbalordita nell'apprendere che l'esercito Usa aveva lanciato un attacco notturno contro il Venezuela, secondo quanto riportato dall'edizione online del Washington Post. ''Immaginate l'umiliazione di Xi, soprattutto considerando che è la seconda volta che l'amministrazione Trump ricorre a un'operazione militare per fargli perdere la faccia'', ha aggiunto la Nikkei.
La Cina considera da tempo il Venezuela un partner politico, economico e di sicurezza chiave in America Latina e nei Caraibi, tanto da ritenerlo un punto d'appoggio per espandere la propria influenza nel cosiddetto "cortile di casa" degli Stati Uniti. Quando Maduro visitò la Cina come ospite di Stato nel settembre 2023 e tenne colloqui con Xi, i leader concordarono di elevare le relazioni bilaterali a una "partnership strategica per tutte le stagioni".
Immediatamente prima che l'esercito statunitense attaccasse il Venezuela e catturasse Maduro, Cina e Venezuela stavano parlando di come rafforzare la loro partnership. Le discussioni includevano la revisione di oltre 600 accordi bilaterali esistenti in materia di energia, sviluppo infrastrutturale, finanza e una serie di altre questioni. Il rafforzamento della cooperazione con la Cina non ha tuttavia impedito che si consumasse il tragico destino di Maduro.

