Gli Stati Uniti continuano a rafforzare le proprie difese nel Pacifico. L’ultima mossa di Washington coincide con il dispiegamento del nuovo sistema missilistico MRIC a Guam. Si tratta dello stesso sistema usato durante l'esercitazione Valiant Shield 2026, uno dei principali appuntamenti militari organizzati dagli Usa nell'Indo-Pacifico. Perché Guam? L’isola ospita basi fondamentali per l'aviazione e la Marina statunitense ed è considerata una possibile linea del fronte in caso di crisi con la Cina.
Cosa succede a Guam
L'arrivo del nuovo sistema a Guam rappresenta un passo in avanti verso il rafforzamento della protezione delle installazioni militari e delle unità statunitensi schierate nell'area. Secondo quanto riportato dal portale Defence Blog, i Marines del III Marine Expeditionary Force hanno effettuato una serie di prove operative del Medium-Range Intercept Capability, conosciuto come MRIC, presso il Mason Range di Guam.
La notizia è rilevante perché parliamo della prima conferma pubblica del dispiegamento del sistema nel teatro del Pacifico durante una grande esercitazione congiunta. Il MRIC nasce per colmare un vuoto nella difesa aerea del Corpo dei Marines, rimasto per oltre vent'anni senza un sistema missilistico di medio raggio dopo il ritiro degli Hawk alla fine degli anni Novanta.
La nuova piattaforma deriva dall'Iron Dome israeliano, adattato alle esigenze delle forze statunitensi. Il lanciatore, installato su un rimorchio mobile, può trasportare fino a 20 intercettori SkyHunter, versione americana del missile Tamir impiegato con successo da Israele contro razzi, droni e missili da crociera. Il sistema è collegato al radar G/ATOR, capace di monitorare bersagli a 360 gradi, e a una rete digitale che consente di individuare, classificare e ingaggiare contemporaneamente più minacce provenienti da direzioni diverse.
L’importanza del MRIC
Come detto, Guam è uno dei principali hub logistici e operativi degli Stati Uniti nel Pacifico occidentale e rientra nel raggio d'azione di numerosi missili balistici a medio raggio sviluppati dalla Cina negli ultimi anni. Per questo Washington punta a creare una rete di difesa più flessibile rispetto ai sistemi tradizionali come Patriot e THAAD, pensata per accompagnare le unità dei Marines anche durante operazioni distribuite tra le isole dell'Indo-Pacifico.
Il programma prevede l'entrata in servizio del MRIC in tutti e tre i battaglioni di difesa aerea a bassa quota del Corpo dei Marines tra il 2026 e il 2028. I primi intercettori Tamir sono già stati consegnati dagli alleati israeliani, mentre la produzione degli SkyHunter destinati alle forze americane è stata avviata nello stabilimento Raytheon-Rafael in Arkansas.
La richiamata esercitazione Valiant Shield ha rappresentato un banco di prova decisivo per verificare l'efficacia del sistema in un contesto operativo complesso, ma soprattutto un segnale della strategia americana di rafforzare la deterrenza nel Pacifico. La Cina di Xi Jinping è avvisata.

