La Danimarca passa alle vie di fatto, stringendo le maglie sulla propria politica relativa all'immigrazione. Il governo ha presentato ufficialmente la propria riforma legislativa che promette un importante cambio di passo. In futuro ci sarà l'espulsione automatica per tutti quei cittadini stranieri che delinquono e che sono stati condannati ad almeno un anno di carcere.
Il Primo Ministro Mette Frederiksen aveva promesso un'ampia stretta sulle politiche migratorie che comprendeva anche questa misura. In questo modo sarà molto più facile allontanare dal territorio danese tutti quei soggetti che si macchiano di crimini come aggressioni e/o violenze sessuali. Non ci saranno seconde possibilità per questi individui, che saranno rapidamente espulsi.
Basteranno 12 mesi di condanna per far scattare l'espulsione. Il timore è che la nuova legge possa entrare in conflitto con i diritti previsti dalla CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo), ma a quanto pare la Danimarca è pronta ad andare avanti senza indugi. Non saranno attesi nemmeno eventuali pareri contrari da parte degli altri Paesi. Del resto, considerata anche la crescita dei reati, sono tanti gli Stati europei che stanno pensando di inasprire la politica sull'immigrazione. C'è chi sta valutando centri per il rimpatrio in Paesi extra-Ue, come Germania, Austria, Paesi bassi e Grecia. Si tratterebbe di hub che ospiteranno gli stranieri irregolari fino al loro Paese d'origine. Si pensa di raggiungere accordi con i Paesi entro il 2026.
Si prevede, dunque, un'impennata di rimpatri, oltre a massicci interventi per impedire gli arrivi illegali. Magnus Brunner, Commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione in Ue, ha riconosciuto la situazione. "Dobbiamo essere assertivi e promuovere i nostri interessi senza rifuggire da situazioni politicamente complesse", ha dichiarato. In Danimarca, se il nuovo provvedimento incasserà l'approvazione del Parlamento, la nuova norma sarà operativa a partire dal prossimo primo maggio 2026.

