Video spariti e rischio fuga. Crans, arresto per Moretti

Scritto il 10/01/2026
da Patricia Tagliaferri

In cella il titolare del locale, per la moglie domiciliari con il bracciale elettronico. Il pianto della donna: "Mi scuso"

Alla procuratrice di Sion Beatrice Pilloud sono serviti nove giorni e tante polemiche sull’eccessiva cautela dell’indagine, per arrestare Jacques Moretti. Il titolare, insieme alla moglie, del Constellation, il locale della strage di Capodanno a Crans-Montana, è stato posto in stato di fermo al termine dell’interrogatorio di ieri per «potenziale rischio di fuga». Jessica Moretti è stata posta ai domiciliari, con braccialetto elettronico, per consentirle di accudire il figlio di dieci mesi. Ma le sono stati ritirati i documenti e dovrà presentarsi ogni tre giorni negli uffici della polizia. Uscendo con i suoi avvocati dalla Procura del Canton Vallese, la donna ha rilasciato in lacrime una dichiarazione ai giornalisti: «I miei pensieri vanno alle vittime e a coloro che lottano, è una tragedia inimmaginabile. Mai avremmo potuto immaginare una cosa del genere. È successo nel nostro locale e voglio scusarmi».
Dopo aver ascoltato i due separatamente, alla presenza dei loro legali e anche di quelli di alcune delle vittime del rogo, che in questi giorni non hanno mai smesso di invocare un provvedimento cautelare, il pm Catherine Seppey ha dato una sterzata all’inchiesta ordinando l’arresto di Moretti. Anche se fino a due giorni non si riteneva sussistente il pericolo di fuga. Era la prima volta che i due venivano sentiti in qualità di indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. Moretti è uscito dal palazzo di giustizia a bordo di un furgone della polizia cantonale. Il provvedimento deve ora essere convalidato dal Tribunale delle misure coercitive del Vallese e non è escluso che il rischio di fuga possa essere mitigato anche per lui da misure alternative.
Cinque giorni dopo la tragedia i due si erano detti «devastati», assicurando che non si sarebbero sottratti alla giustizia e che stavano «collaborando pienamente». Ma le ombre sul passato dell’uomo con precedenti per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione, protagonista di una rapida quanto sorprendente ascesa che gli garantiva una grande disponibilità di denaro - hanno contribuito a far cambiare idea ai magistrati. Il rischio di fuga è diventato concreto «tenuto conto delle sue dichiarazioni, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all’estero». Ha pesato anche il fatto che Moretti è cittadino francese e se decidesse di andare in Francia non sarebbe estradato. Qualcuno ha evocato l’inquinamento probatorio dopo che, a poche ore dalla strage, dai profili social della coppia sono stati rimossi foto e video del locale che si sospetta potessero contenere prove compromettenti sul mancato rispetto delle misure di sicurezza. Procedure mai controllate dal Comune di Crans-Montana dal 2019.
Il prossimo step dell’inchiesta sarà quello di individuare i responsabili e i motivi delle mancate ispezioni.
Gli avvocati vogliono sapere il perché della tragedia.
«Le famiglie hanno infinito bisogno di risposte», dice Roman Jordan, uno dei legali presenti ieri. Il collega Sébastian Fanti si rammarica che i provvedimenti siano arrivati solo ora: «Dovevano essere arrestati immediatamente in modo che tutte le prove potessero essere raccolte». Da giovedì c’è anche la Procura di Roma ad indagare. I pm hanno chiesto ai colleghi di Milano, Bologna e Genova di disporre - a esequie avvenute - le autopsie sui corpi dei ragazzi, arrivati in Italia senza che fossero accertate le cause della morte. Nei prossimi giorni i familiari delle vittime saranno ricevuti a palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e dall’Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, per concordare una linea comune sul fronte giudiziario.