Grattacieli, finanza, sport: è scontro New York-Chicago

Scritto il 16/04/2026
da Alberto Bellotto

Non solo politica e religione. Di mezzo c'è anche la rivalità secolare fra le due città

Lo scontro tra Donald Trump e papa Leone XIV non riguarda soltanto l'intreccio tra politica e religione, ma ha sullo sfondo una rivalità secolare tra due città simbolo dell'America, la Chicago del pontefice e la New York del miliardario che siede alla Casa Bianca. Da decenni le due città duellano a distanza per il ruolo di capitale ufficiosa degli Stati Uniti, alternativa alla palude grigia e burocratica di Washington.

È una sfida tra due modi di immaginare l'America. La Grande Mela, con la sua finanza sfrenata, è un centro del potere economico; la Città del Vento è invece meno globale e più civica: costruita dall'immigrazione, da un sindacato organizzato e dal reticolo delle parrocchie, a lungo centro di una cultura urbana cattolica che è stata un importante collante sociale.

Ma la distanza tra le due città non è solo astratta. Si misura nei grattacieli, nel Pil, nei mercati. Da un lato è ironico che la città con lo skyline più iconico del mondo debba riconoscere a Chicago la paternità del primo vero grattacielo, l'Home Insurance Building, completato nel 1885. Dall'altro c'è la lunga partita dello sviluppo economico.

In meno di mezzo secolo, dopo decenni appaiate, la città di Trump ha staccato quella di Prevost. Se all'inizio degli anni '80 le due mostravano dinamismo industriale simile, la crisi del Midwest e della grande industria ha colpito Chicago, mentre la finanziarizzazione del sistema ha rilanciato New York dopo anni di ristagno. Anche i mercati raccontano vocazioni diverse, ciascuna con il proprio tempio finanziario, da un lato i soldi che non dormono mai di Wall Street e dall'altro la piazza dei derivati e degli scambi della Chicago Board of Trade.

Oggi sullo sfondo restano due economie molto diverse: New York vive di finanza, servizi avanzati e rendita globale; Chicago ha fatto della diversificazione la sua forza, anche grazie al fatto di essere uno snodo logistico che tiene insieme Est e Ovest del Paese.

Persino sulla criminalità le due hanno avuto punti di connessione. Mentre a Chicago tramontava l'era di Al Capone con la condanna emessa nell'ottobre del 1931, a New York sorgeva la stella di Lucky Luciano che solo un mese prima aveva contribuito a chiudere la guerra tra Masseria e Maranzano e preparare la sua ascesa.

E a tavola? Pure sulla pizza le due città hanno avuto da ridire. Mentre la Grande Mela elaborava la sua personale versione del prodotto di origine napoletana dando forma a quella che sarebbe passata alla storia come la slice pizza newyorkese, Chicago la rielaborava inventando la deep dish, una "torta di pizza", fra l'altro molto amata dal Papa nei suoi anni giovanili nel South Side di Chicago.

Pure lo sport è stato motivo di frizione, con un mosaico di rivalità complesso. Entrambe le città con due team di baseball in Cubs e White Sox (di cui Prevost è tifoso) per la Città del vento, e gli Yankees con i Mets dall'altra, con questi ultimi come rivali più accesi dei Cubs. Nel basket, poi, la rivalità più riconoscibile è stata quella esplosa nei duelli degli anni Novanta tra i Bulls di Michael Jordan e i Knicks di Patrick Ewing.

Prossimo capitolo della sfida? Forse il 2028 con Chicago pronta a schierare il "suo" miliardario, JB Pritzker, governatore dem dell'Illinois fiero anti-Trump (ricco esponente della dinastia alberghiera degli Hyatt) che punta alla Casa Bianca per chiudere la lunga stagione del newyorchese Trump.