Trump difende l'Ice: "Pretti era un agitatore e forse un insurrezionalista"

Scritto il 30/01/2026
da Francesca Salvatore

La Casa Bianca conferma la presenza federale nello Stato mentre emergono segnali di de-escalation operativa dopo giorni di proteste e polemiche

La controversia sull’operazione federale dell’Immigration and Customs Enforcement in Minnesota si arricchisce di nuovi elementi nelle ultime ore. Tom Homan, l’incaricato dall’amministrazione per gestire la complessa polveriera, ha parlato in conferenza stampa a Minneapolis di possibili modifiche all’approccio operativo, pur ribadendo che la missione federale non verrà abbandonata.

Homan ha descritto i giorni trascorsi sul campo come caratterizzati da progressi significativi e ha spiegato che la strategia potrebbe spostarsi verso interventi più mirati, concentrati su individui con precedenti penali, piuttosto che su ampi rastrellamenti nelle strade. Ha espresso l’intenzione di rimanere nel Minnesota fino a quando “il problema non sarà risolto”, ammettendo che nessuna agenzia è perfetta e insistendo sulla necessità di riformare le tattiche di intervento dopo gli scontri.

Alex Pretti, l'uomo ucciso da agenti dell'Ice a Minneapolis, era un "agitatore" e "forse" "un insurrezionalista", ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump. "Le azioni di Alex Pretti sono crollate dopo il video appena pubblicato in cui urla e sputa in faccia a un agente dell'Ice molto calmo e sotto controllo, per poi prendere a calci un nuovo e costosissimo veicolo governativo, con tanta violenza che il fanale posteriore si è rotto in mille pezzi", ha aggiunto. "È stata una vera e propria dimostrazione di violenza e abuso, sotto gli occhi di tutti, folle e fuori controllo. L'agente dell'Ice era calmo e freddo, non facile da essere in quelle circostanze!", ha affermato ancora.

Sul piano operativo, sono state emesse nuove direttive interne agli agenti dell’Ice che ordinano di evitare interazioni dirette con i manifestanti, concentrando invece le azioni di arresto su immigrati con collegamenti a reati penali. Le nuove istruzioni puntano anche a utilizzare altoparlanti per impartire ordini e a ridurre i rischi di scontri diretti con la popolazione, segnando un evidente tentativo di de-escalation.

Nonostante queste aperture tattiche, il presidente ha confermato che non intende ritirare gli agenti federali dal Minnesota. Tuttavia, fonti riferiscono che all’interno dell’amministrazione si discute della possibilità di diminuire gradualmente la presenza dell’Ice, subordinando tale riduzione alla cooperazione delle autorità locali e alla diminuzione delle interferenze durante le operazioni. Questo approccio più sfumato sarebbe frutto delle pressioni generate dalle reazioni politiche e sociali alla gestione dell’operazione.

A Minneapolis il clima resta carico. Il sindaco ha recentemente lanciato un appello agli altri leader urbani degli Stati Uniti affinché si esprimano contro l’uso aggressivo delle forze federali nelle città, denunciando quello che ha definito un “attacco alla democrazia” e invitando le amministrazioni locali a prepararsi a resistere a politiche che, a suo avviso, minacciano le libertà civili.