Se il sesso non è più un obbligo

Scritto il 30/01/2026
da Monica Mosca

L'Assemblea nazionale francese, con 106 voti a favore e 0 contrari, ha stabilito che «il sesso all'interno del matrimonio non è un dovere coniugale». Non più: svanisce «l'obbligo morale» di avere rapporti sessuali con il partner. La votazione passa ora al Senato, ma che diventi legge è scontato.

La questione si infila nelle alcove domestiche, terreno minatissimo, oltre che nel codice civile, terreno scivoloso ancor di più. Il vecchio adagio «tra moglie e marito non mettere il dito» è dunque andato a farsi benedire? Attenzione, perché la notizia non è questa.

La notizia è che il Parlamento d'oltralpe si è espresso in favore di una la legge molto simile a quella che già c'è in Italia: ora entrambi i Paesi sono quasi gemelli su questo tema, allineati a una sentenza proprio di un anno fa della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, secondo cui in caso di divorzio il rifiuto di rapporti sessuali non costituisce colpa, poiché non viola i doveri coniugali. E non ha dunque conseguenze economiche sulla richiesta degli alimenti.

La Francia ha votato anche sulla scia dell'orrendo caso di Gisèle Pelicot, la signora abusata per anni dal marito che la drogava e poi la prestava, priva di sensi e filmandola, a una serie di debosciati. Una storia abnorme di violenze sessuali, che però nulla ha a che vedere con gli impegni coniugali.

Torna dunque a galla, in caso di divorzio, il dibattito su come vengano interpretati dai giudici gli 'obblighi morali' per chi è sposato, in chiesa o in comune è lo stesso. Ve li elenco: sono fedeltà, assistenza morale e materiale, comunità di vita, coabitazione, rispetto della dignità. Si capisce facilmente che il punto più opinabile è quel «comunità di vita»: è qui che rientrava fino a ieri il sesso fra marito e moglie e in effetti dovrebbe andare da sé che il matrimonio è un progetto di vita e chi si sposa vuole anche farci l'amore con il partner che ha scelto. Non c'è però mai stata nel nostro codice civile, né in quello francese, un' indicazione più chiara.

Il punto per me non sta nel principio che nessuno può essere costretto ad avere rapporti senza il proprio consenso, o assenso, o dissenso. E ci mancherebbe: ma in quei casi c'è reato di violenza sessuale. Il punto sta che se il sesso, anche quello felice, non rientra nei diritti-doveri coniugali, allora chiunque potrebbe paradossalmente ottenere la separazione senza addebito, cioè senza essere colpevole di aver disatteso un obbligo morale, e ottenere il mantenimento dal coniuge «mandato in bianco». Tradotto: se una moglie è in mala fede, il marito è spacciato, e viceversa. Ma di casi viceversa' io non ne ho ancora letti.