Preservare l'area artica come zona di pace e cooperazione e contribuire alla sicurezza della regione. Queste, in sintesi, le intenzioni dei principali Paesi europei che aderiscono alla Nato. Dopo giornate trascorse sull'altalena delle dichiarazioni della Casa Bianca sulla Groenlandia, l'Ue sta infatti studiando proposte per aumentare i fondi destinati all'isola: una bozza della Commissione prevede di farli salire a 530 milioni di euro nel periodo 2028/34, oltre ai circa 44 milioni disponibili per territori remoti associati all'Ue. Risorse aggiuntive, per sostenere sviluppo infrastrutturale, sociale ed economico dell'isola e il potenziamento dell'industria estrattiva locale. Ma per placare gli appetiti statunitensi serve trovare un punto di caduta Nato.
Ieri il Segretario di Stato americano Rubio ha discusso con il Segretario dell'Alleanza Rutte ribadendo "l'importanza della sicurezza artica per tutti gli alleati". Passo in avanti diplomatico. E per evitare il controllo Usa per via militare gli sherpa europei hanno parlato ieri di un potenziale accordo Usa-Ue in seno alla Nato considerando la presenza stabile di truppe europee in Groenlandia in un meccanismo di deterrenza. Washington continua infatti a farne una questione di sicurezza nazionale, con il vicepresidente Vance che ha invitato i leader Ue a "prendere sul serio" Trump, spiegando che la Groenlandia "è importante per la difesa missilistica" e che "ci sono avversari ostili interessati a quel territorio". L'intesa in cantiere proverebbe a tenere assieme gli Alleati e il tema della sicurezza nazionale americana; senza umiliare la Danimarca che controlla la politica estera dell'isola e facendo leva su incentivi economici agli Inuit. Sia da Washington, sia da Bruxelles. In sostanza, un accordo negoziato che permetta a Trump di cantare vittoria, senza compromettere la sovranità danese o groenlandese. La Nato potrebbe assumere un ruolo di "ponte" come fatto tra Turchia e Grecia in passato, e facilitare un'intesa, secondo Politico. Tre fonti Nato citate dalla testata suggeriscono un'iniziativa sulla falsariga di Eastern Sentry e Baltic Sentry per l'Artico, con l'obiettivo di mostrare un impegno europeo evitando il cortocircuito nel nord. Resta la provocazione Usa di "comprare" i cittadini. E la difesa dei "principi del diritto internazionale" su cui è tornata a insistere la Commissione Ue. Ma Vecchio e Nuovo continente concordano sia meglio trovare un punto di caduta che escluda l'opzione militare unilaterale; "inconcepibile" per Madrid e che neppure la premier Meloni condividerebbe.
Dossier artico discusso ieri pure nella riunione del Coreper II dai Rappresentanti dei 27. Il comandante supremo delle Forze Alleate in Europa (Saceur), il generale Usa Grynkewich, getta acqua sul fuoco: "Siamo lontani dall'essere in crisi". Visita in Finlandia al confine con la Russia, poi l'appello: la Nato continuerà a difendere "ogni centimetro di territorio alleato". Le basi per un'intesa larga Usa-Ue ci sono. Richiesta di un ruolo più incisivo nell'Artico emersa pure alla riunione dei 32 ambasciatori dell'Alleanza. Diversi pro per la nuova missione Nato nell'area per placare Trump. La Danimarca ha aggiornato gli alleati su trattati e scenari. Prima al Consiglio Atlantico, poi al Comitato Ue, si va verso un lavorio per spingere Copenaghen a digerire un accordo, con una risposta coordinata.

