Stop degli Emirati alle università britanniche

Scritto il 10/01/2026
da Francesca Galici

Niente finanziamenti per chi studia nel Regno Unito: il Paese arabo ha deciso di tagliare i contributi per evitare che i suoi "figli" possano entrare nella sfera di influenza dei Fratelli Musulmani

L'Europa, e l'Italia di conseguenza, stanno sottovalutando il problema dell'islamizzazione e della radicalizzazione. Abbiamo visto scuole aprirsi all'islam, introdurre il Ramadan, portare i bambini nelle moschee. Assistiamo a una propaganda costante e continua sulla bellezza dell'Islam, spesso anche subdola e mascherata, anche da parte delle istituzioni europee, che genera assuefazione inconscia. Vengono tollerate le moschee abusive, coacervo per le radicalizzazioni, che vengono controllate con difficoltà dalle autorità proprio per la loro natura clandestina. E mentre in Occidente si assiste quasi a una resa, negli Emirati Arabi Uniti si combatte contro l'islam radicale, come dimostra la nuova stretta per impedire che i giovani possano avvicinarsi ai Fratelli Musulmani e alla loro propaganda.

Il Times e il Financial Times, quotidiani autorevoli di eco internazionale, hanno reso noto che il Paese arabo ha escluso le università inglesi dall'elenco di quelle idonee a ricevere studenti con borse di studio statali: il Paese emiratino, infatti, ha sviluppato un programma che prevede l'elargizione di finanziamenti a studenti che intendono intraprendere la carriera universitaria negli atenei più prestigiosi del pianeta, fornendo finanziamenti per sostenere le spese. È una strategia che guarda al futuro, per formare una classe dirigente preparata e consapevole, i cui titoli di studio conseguiti all'estero vengono riconosciuti pienamente in Patria: in questa lista sono state incluse università sparse in tutto il mondo, anche in Europa, ma quelle del Regno Unito sono state escluse, nonostante siano state per anni una delle destinazioni preferite degli studenti emiratini.

Nel rapporto pubblicato dei quotidiani inglesi viene citata come causa la paura degli Emirati Arabi che i suoi giovani possano radicalizzarsi nei campus universitari, dove la presenza islamica non moderata è sempre più forte. "Gli Emirati non vogliono che i loro ragazzi vengano radicalizzati nei campus", ha dichiarato una fonte al Financial Times. I dati ufficiali in tal senso che arrivano dal Regno Unito indicano che nell'anno accademico 2023-24, 70 studenti delle università britanniche sono stati segnalati per un possibile rinvio al programma di deradicalizzazione "Prevent" del governo a causa di segni di "radicalizzazione islamista". Si tratta di un numero quasi doppio rispetto all'anno accademico precedente, in attesa di conoscere i dati per l'anno accademico che si è concluso di recente. Gli Emirati Arabi prestano massima attenzione alla radicalizzazione e hanno, per questo motivo, messo al bando l'associazione Fratelli Musulmani.

La Fratellanza ha storicamente adottato una strategia basata sulla gradualità. Essi agiscono attraverso la "Dawa", ovvero la predicazione e l'attivismo sociale, costruendo ospedali, scuole e reti di assistenza per conquistare il consenso dal basso. L'idea è quella di islamizzare la società un individuo alla volta, fino a quando lo Stato stesso non diventerà naturalmente un'entità basata sulla Sharia. Esempi plastici si vedono in Francia ma anche nel Regno Unito, dove ci sono già Comuni guidati da esponenti musulmani. Infatti, il Regno Unito rappresenta storicamente l'hub intellettuale e logistico della Fratellanza in Europa. Nel 2025, il governo di Keir Starmer ha messo l'organizzazione sotto "stretta revisione" per valutare un eventuale bando ai sensi delle leggi antiterrorismo ma ancora non sono state prese decisioni. In Francia, il presidente Macron ha definito la Fratellanza una minaccia alla coesione nazionale, non per atti di violenza diretta, ma per la creazione di "ecosistemi islamici paralleli" nelle periferie.

La situazione italiana è caratterizzata da una presenza consolidata attraverso l'UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d'Italia), che sebbene neghi legami formali, condivide radici ideologiche con la Fratellanza. Nel nostro Paese l'attenzione si è concentrata sui massicci finanziamenti esteri, in particolare dal Qatar, destinati alla costruzione di grandi centri islamici. Mentre gli Emirati hanno una legislazione chiara, in Europa e in Italia manca spesso una definizione giuridica di "Islam politico". Questo vuoto permette alle organizzazioni legate alla Fratellanza di operare in una zona grigia dove la libertà religiosa viene usata come scudo per attività che hanno scopi prettamente politici e di trasformazione sociale.