L’intelligence militare ucraina (GUR) ha diffuso un nuovo resoconto sulle attività recentemente condotte dal reparto speciale “Ghosts” (“Prymary”), unità impiegata in operazioni di sabotaggio e attacchi di precisione contro obiettivi militari situati in Crimea dalla Federazione russa. Secondo quanto dichiarato dalle autorità di Kiev, la campagna è orientata a ridurre la capacità logistica e di supporto delle forze di Mosca attraverso la neutralizzazione di infrastrutture, mezzi di rifornimento e sistemi di sorveglianza ritenuti essenziali per il dispositivo militare dispiegato nella penisola.
Cosa sappiamo
Nel bilancio delle attività diffuso dal GUR vengono indicati diversi bersagli militari colpiti nel mese di giugno. Tra questi figura un radar tridimensionale Kasta-2E2, sistema mobile operante in banda UHF progettato per l’individuazione di velivoli, missili da crociera e droni a bassa quota e impiegato per l’allerta precoce e l’integrazione della difesa aerea.
Secondo quanto riferito da Kiev, sarebbero stati inoltre messi fuori uso sei automezzi per il rifornimento di carburante, due locomotive merci impiegate nel trasporto ferroviario militare, tre carri cisterna destinati al combustibile e materiale bellico trasportato su un convoglio ferroviario. Le autorità ucraine affermano che tali azioni rientrano nella strategia finalizzata a compromettere la continuità della catena logistica russa, limitando la disponibilità di carburanti, mezzi di trasporto e capacità di movimentazione delle risorse lungo gli assi ferroviari della Crimea.
La centralità della Crimea nel confronto militare
Le attività rivendicate dall’intelligence ucraina si affiancano a una campagna coordinata di attacchi contro infrastrutture considerate strategiche per il sostegno delle forze russe nella penisola. Nel corso dii giugno sono stati segnalati attacchi contro diversi ponti nell’area di Chonhar, Armjansk e lungo il Canale della Crimea Settentrionale, oltre a infrastrutture ferroviarie, posti di controllo e attraversamenti provvisori. Secondo le informazioni diffuse, nelle azioni sarebbero stati impiegati droni d’attacco di produzione nazionale appartenenti a differenti categorie di impiego, inclusi i sistemi FP-2 e la piattaforma “Behemot”, sviluppati per missioni a medio raggio.
Successivamente sono stati segnalati anche attacchi contro sottostazioni elettriche e nodi della rete energetica che alimentano la penisola, con l’obiettivo dichiarato d’incrementare la pressione sul sistema logistico e infrastrutturale delle forze russe. Nel quadro dell’attuale conflitto, tali azioni evidenziano il crescente rilievo della dimensione logistica quale elemento determinante per la capacità di sostenere le operazioni militari. La Crimea continua infatti a rappresentare uno snodo strategico per il controllo del Mar Nero e per il supporto alle attività russe nel settore meridionale del teatro ucraino, rendendo la tutela delle linee di rifornimento, delle infrastrutture ferroviarie e dei nodi energetici un fattore centrale nell’evoluzione del confronto militare.

