Renault Clio, la piattaforma modulare sa evolversi con mestiere

Scritto il 30/01/2026
da Tommaso Giacomelli

Dalla continuità tecnica alla maturità progettuale: la nuova Renault Clio VI evolve sulla piattaforma CMF-B e rafforza il suo ruolo di riferimento europeo nel segmento B

C’è una parola che ricorre spesso nei corridoi dei centri stile quando nasce una nuova generazione: continuità. Eppure, guardando la Renault Clio VI, quella parola assume un significato diverso, quasi controintuitivo. Perché sì, la base tecnica è la stessa CMF-B della Clio V, ma il risultato finale racconta un’auto profondamente nuova, più matura, più consapevole del proprio ruolo di riferimento europeo nel segmento B.

Un’architettura modulare

La sesta generazione della Clio non rinnega nulla del suo passato recente. Al contrario, lo usa come trampolino. La CMF-B non è una piattaforma qualunque: è un’architettura pensata fin dall’inizio per essere modulare, leggera, pronta ad accogliere motorizzazioni differenti e a sostenere standard di sicurezza sempre più severi. Con Clio VI, Renault sceglie di rivoluzionare il design esterno, e di evolvere sottopelle in modo chirurgico. Il primo segnale arriva dalle proporzioni. Il passo cresce leggermente e arriva a 2,591 metri, ma è sulle carreggiate che il lavoro dei tecnici di Boulogne-Billancourt si fa più evidente.

Renault Clio

Davanti l’allargamento è di 39 millimetri, tanto da portare la Clio alla stessa impronta del Captur; dietro l’aumento è più contenuto, 10 millimetri, ma sufficiente a migliorare la stabilità complessiva. Il risultato è una maggiore impronta a terra, una gestione del rollio più efficace e una sensazione di solidità che emerge già dai primi metri. Anche la scelta delle ruote racconta bene la filosofia del progetto. Il diametro massimo sale a 18 pollici, una misura che strizza l’occhio all’immagine e alla modernità. Tuttavia, Renault compie una scelta controcorrente: l’altezza dei fianchi resta invariata. Tradotto, niente sacrifici sul fronte del comfort. È una decisione che ha una certa rilevanza perché conferma uno dei tratti distintivi storici della Clio: essere confortevole senza tralasciare il piacere di guida.

Il peso cambia, il comportamento no

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: superare il livello di equilibrio di Clio V, che negli anni si era imposta come punto di riferimento del segmento. E farlo nonostante un inevitabile aumento sulla bilancia. La Clio di sesta generazione cresce infatti da 4 a 49 kg a seconda delle versioni, con l’eccezione delle varianti Eco-G. Un incremento contenuto grazie a un lavoro attento sui materiali e all’adozione di pneumatici a basso attrito, fondamentali per preservare l’efficienza complessiva. Sotto la carrozzeria, però, non tutte le Clio sono uguali. Renault ha sviluppato due tarature di telaio differenti, calibrate in base al peso complessivo della vettura, che varia da 1.155 a 1.316 kg a seconda del powertrain.

Cambiano la barra antirollio anteriore e la taratura degli ammortizzatori, davanti e dietro. Il bello però è che chi guida non se ne accorge. La risposta resta coerente, omogenea e naturale. Ciò che non muta è la sua capacità di imporsi su strada, con carisma e fascino. Chi ha prova lo stile di guida di una Clio non si è mai pentito, a maggior adesso che la sesta generazione porta il tutto a un livello ancora più alto. Bisogna fidarsi, i tecnici della Losanga sanno come intervenire e realizzare un prodotto di successo. I numeri lo testimoniano in modo inappellabile.