Governo e sindacati cercano un accordo

Scritto il 16/04/2026
da Redazione

Il confronto tra le parti sul decreto 1 Maggio

Governo al lavoro sul decreto Primo Maggio e sulla via per contrastare il lavoro povero, rafforzando la contrattazione collettiva. L'obiettivo è delineato, le ipotesi su cui muoversi al momento sono almeno tre. Mentre Cgil, Cisl e Uil si schierano compatti, avvertendo l'esecutivo di non mettere le mani sulla rappresentanza, tema che - ripetono - attiene alle parti sociali e di combattere in modo chiaro i contratti pirata. Sono i capitoli su cui è già aperto un confronto tra sindacati e imprese: per questo chiedono di aspettare un loro accordo e poi di recepirlo. Una posizione espressa all'unisono, durante il forum di Confcommercio, e che finisce col rientrare nel ventaglio delle possibilità su cui andare avanti. Tecnicamente sul tavolo ci sono tre ipotesi. La prima vedrebbe l'attuazione della delega di settembre scorso sulla retribuzione giusta ed equa e sulla contrattazione collettiva, con un richiamo all'articolo 51 del Jobs act sui contratti firmati dalle sigle comparativamente più rappresentative. La delega però scade il 18 aprile per cui appare una strada remota, visto che il prossimo Consiglio dei ministri è previsto mercoledì 22 aprile. L'altra ipotesi, che sembra più percorribile, è lasciar scadere la delega e dare tempo a sindacati e imprese di chiudere l'accordo, avviare un tavolo di confronto per fare sintesi ed eventualmente poi recepire l'accordo tra le parti in un testo legislativo: in questo caso, il tema della contrattazione si affronterebbe dopo l'estate. Se così fosse, quindi, il tema non entrerebbe nel decreto che invece andrebbe avanti sul resto e potrebbe puntare su una nuova detassazione degli incrementi contrattuali, su misure per i working poor e sulla proroga dei bonus per le assunzioni dei giovani e in area Zes, in scadenza a fine aprile. La terza via allo studio prevede il riferimento alla rappresentanza, da affinare nel dibattito parlamentare durante l'iter di conversione. Del resto, gli stessi sindacati hanno chiesto alla premier Giorgia Meloni e alla ministra del Lavoro, Marina Calderone (in foto), di fermarsi. Indicando, come fatto dal leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, anche un arco temporale: "Chiederei al governo di aspettare e darci sei mesi di tempo per arrivare ad un accordo".