Nell'ambito della disfida per la leadership della sinistra tra Conte e Schlein emersa ormai palesemente, sembra che il furbissimo Conte stia cercando di riposizionarsi rispetto alla parte più moderata, visto il tendenziale estremismo di una Schlein tirata per le bretelle da Landini.
È infatti intervenuto nei giorni scorsi sia ad un evento del Partito Socialista sia all'evento di lancio di una nuova associazione repubblicana lanciata da Giorgio La Malfa.
Ma nonostante questi tentativi sembra proprio che i 5 Stelle si pongano come il partito del tanto peggio tanto peggio.
Non contenti di quanto hanno combinato quando erano al governo, la loro manona guarda caso è palese negli aspetti peggiori di qualche grave questione all'attenzione della vita politica e dell'opinione pubblica.
Ebbene guarda caso, vari esponenti dei 5 Stelle hanno dimostrato in qualche modo palese contiguità rispetto alla pericolosa rete di islamismo estremista di Hannoun.
C'è poi un'altra questione aperta nella vita politico-istituzionale, forse sottovalutata. È quella del rischio della sostanziale delegittimazione di una delle authority, impegnata in un settore cruciale quale quello della privacy. Anche in questo caso i 5 Stelle giocano palesemente al tanto peggio, tanto peggio.
È la prima volta che avviene che il sanzionato diventa un aggressore mediatico, e non solo, del sanzionatore, con l'avallo per ora del giudice competente.
Così ha fatto nel concreto Ranucci con Report. E guarda caso i principali difensori, e protettori di Report sono i 5 Stelle. Non solo perché detengono con Barbara Floridia la posizione di presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai che impedisce pronunciamenti di questo organismo su certi debordamenti di Report dalle regole del servizio pubblico. Del resto Ranucci è stato e sarà un idolo esibito nel palco di manifestazioni ed eventi dei 5 Stelle.
Ma non solo, guarda caso l'unico componente dell'Autorità della Privacy che si è dimesso, credo anche al fine di comportare le dimissioni dell'intero collegio, è quello dei 5 Stelle.
La manona dei 5 Stelle, oltre che cinque dita, avvolge pertanto pesantemente anche il caso Report vs. Authority e il caso contiguo dei troppi spionaggi anche a fini giornalistici.
Il fatto che un soggetto sanzionato non replichi nel merito rispetto alla sanzione, ma aggredisca in tutte le forme, sul piano mediatico e politico il sanzionatore, costituisce già un precedente gravissimo che sarebbe ancora più grave se ci fossero sviluppi ulteriori. Un precedente in senso contrario ai principi costituzionali e ai principi giuridico-istituzionali da sempre in atto.
Sul piano della politica estera poi i 5 Stelle continuano a guardare molto più verso Putin e Mosca che verso Bruxelles. Ma in un Paese dotato di memoria corta vale la pena ricordare gli altri prodotti e regali di questo gioco al tanto peggio, tanto peggio tipico dei 5 Stelle.
Dal reddito di cittadinanza (il più grande progetto di diseducazione al lavoro della storia italiana) al bonus del 110% e alla fiera fatta di una dozzina di bonus figli della cultura e della pratica dell'assistenzialismo tipica dei governi Conte.
D'altronde hanno esordito nella vita politico-parlamentare proponendosi di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e poi hanno proseguito e proseguono man mano aggiungendo pezzetti di tonno rancido e poco digeribile al menu già di per sé complicato della politica italiana.

