Gas, Edison rassicura: "Prezzi sotto controllo". I carichi dal Qatar sostituiti con le forniture Usa

Scritto il 16/04/2026
da Sofia Fraschini

L'Italia rafforza la rete diplomatica con la missione di Tajani in Cina

Edison rassicura l'Italia sugli approvvigionamenti di gas comunicando di aver sostituito 10 carichi di gas qatarino (1,4 miliardi di metri cubi) con 7 cargo (900 milioni di metri cubi) che arrivano dagli Usa. A dimostrazione di quanto, al momento, le tensioni politiche tra Italia e Stati Uniti siano rimaste su un piano politico.

«Oggi non vediamo una criticità dalla mancata fornitura di QatarEnergy. Dallo stretto di Hormuz passa il 10% del gas destinato all'Europa», ha spiegato l'ad di Edison, Nicola Monti. «Al momento - ha aggiunto - non vediamo difficoltà ad andare ad approvvigionarci, ma bisogna avere capacità per il mercato spot e quello di rigassificazione. Ed Edison ha la flessibilità per andare sul mercato spot per approvvigionarsi. Siamo un operatore capace di rispettare la domanda. Attendiamo di capire quali saranno le capacità a lungo termine del fornitore del Qatar. Sulla programmazione strutturale c'è invece bisogno di più tempo».

Resta il fatto che, nonostante la chiusura dello Stretto di Hormuz prosegua, l'allarme non riguarda la mancanza fisica di gas, ma piuttosto il suo prezzo. Quanto all'ipotesi di tornare al gas russo lanciata nei giorni scorsi dal numero uno di Eni Claudio Descalzi per i Paesi rimasti a secco, Monti ha detto che per l'Italia «ci sono diverse opzioni per continuare ad approvvigionarsi da altri mercati». Foro Bonaparte, per esempio, commercia con Algeria, Azerbaijan, Libia e Usa.

E che «siamo in una situazione molto diversa da quelle vissute negli anni scorsi, in particolare rispetto alla crisi del 2022», ha aggiunto Monti.

Proprio ieri anche il numero uno dell'Enel, Flavio Cattaneo ha chiarito che «non ci sono problemi per le nostre centrali e negli approvvigionamenti di gas».

Sul fronte dei prezzi, mentre il petrolio è rimasto stabile sotto i 100 dollari, il gas è sceso in area 41 euro al Megawattora. Insomma la situazione pare meno critica di quello che sembra anche se resta aperto il rischio di una escalation dei prezzi nei prossimi mesi. Possibilità allontanata da Monti che «non prevede impatti sui clienti finali».

In questo contesto l'Italia continua a tessere relazioni internazionali. Economia e diplomazia si intrecciano nella missione in Cina del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che si apre oggi, fino al 18 aprile. Al centro della visita, già nella prima giornata a Pechino, il colloquio con il capo della diplomazia cinese Wang Yi. Sul tavolo il ruolo che Pechino può giocare nei tentativi di stabilizzazione del Medio Oriente, dopo la tregua temporanea annunciata nei giorni scorsi.

Accanto al confronto politico, la missione mantiene una forte impronta economica. La Cina si conferma il primo partner commerciale dell'Italia in Asia e il secondo tra i Paesi extra-Ue, con un interscambio che nel 2025 ha raggiunto quasi 75 miliardi di euro (+11,2%). I dati provvisori del 2026 indicano una prosecuzione della crescita, con 12,6 miliardi nei primi due mesi dell'anno (+8,3%), sostenuti da un aumento delle importazioni italiane (+9,2%) e da un incremento più contenuto dell'export (+4,5%). In questo quadro, Roma punta a rafforzare la presenza delle imprese italiane sul mercato cinese. Il peso di Pechino nella strategia commerciale italiana resta significativo: il mercato cinese assorbe il 27% dell'export italiano nell'area Asia-Pacifico, mentre rappresenta il 63% delle importazioni italiane dalla regione.