Dai Carc alla Cgil: il giorno dell'odio per contestare le forze armate

Scritto il 01/06/2026
da Francesco Giubilei

Sinistra radicale e antagonisti in piazza nel tentativo di unificare la protesta I nemici dichiarati: la Nato, i sionisti, l'imperialismo dell'Europa e gli States

I collettivi, con l'aiuto della Rete No riarmo e la regia del Partito dei Carc, vogliono trasformare il 2 giugno da Festa della Repubblica a giornata contro le forze armate. Domani, in concomitanza con le celebrazioni ufficiali per il 2 giugno, si prevede una giornata di tensione con diverse sigle legate all'estremismo di sinistra che hanno organizzato iniziative alternative a quelle ufficiali perché "nessuna unità nazionale o pacificazione è possibile con chi promuove la guerra". Così, le mobilitazioni promosse per la Festa della Repubblica, finiscono per diventare un'occasione non per protestare contro la guerra ma contro le forze armate e le istituzioni testimoniando il sentimento anti nazionale e anti patriottico delle sigle legate alla sinistra radicale.

A riassumere la contro mobilitazione con un articolo sul proprio sito intitolato emblematicamente "2 giugno per un'Italia partigiana della Costituzione" corredato da una bandiera tricolore con al centro la stella rossa, è il Partito dei CARC che racconta come le realtà "che ogni giorno si battono contro la presenza della Nato e contro la militarizzazione del paese" abbiano deciso di scendere in piazza domani in tutta Italia.

Tra le sigle promotrici ci sono il gruppo sardo A Foras, No Muos, il movimento No base né a Coltano né altrove e Vicenza per la Palestina. Non si tratta di realtà casuali ma tutte legate a territori in cui sono presenti basi militari e, non a caso, l'appello alla mobilitazione nasce per "costruire una serie di azioni contro i simboli della militarizzazione dei territori: presidi, flash-mob, manifestazioni. Ogni realtà o singolo può attivarsi in base alla specificità del proprio contesto, con la consapevolezza di far parte di una mobilitazione più ampia e coordinata. Un'Italia antimilitarista esiste già: il 2 giugno vogliamo renderla visibile, connetterla e rafforzarla".

A promuovere un appello per mettere in campo 100 iniziative popolari in tutta Italia è anche la Rete pace e disarmo con l'obiettivo di dar voce a una Repubblica che ripudia la guerra, mentre la rete Stop Rearm Europe ha annunciato mobilitazioni diffuse "per una repubblica libera dai re e dalle loro guerre. Abbiamo cacciato un re, ora cacciamo gli altri". Non potevano mancare all'appello l'Anpi e la Cgil che hanno promosso insieme ad altre associazioni una manifestazione nazionale davanti alla base Nato di Aviano il 6 giugno.

Sarebbe però non solo riduttivo ma anche sbagliato liquidare le manifestazioni di domani come legate solo al 2 giugno perché si tratta della stessa piattaforma di sigle che hanno animato le proteste per il 25 aprile, per la Flotilla e per gli scioperi delle ultime settimane.

L'obiettivo, messo nero su bianco, è quello di "dare uno sbocco politico a questo movimento già esistente" e l'orizzonte sono le politiche del prossimo anno in cui "costruire un'alternativa è possibile perché nel paese è già attivo un fronte composito di forze che, nei fatti anche se non ancora pienamente cosciente si muove". La finalità politica è rompere gli accordi con la Nato e portare l'Italia fuori dall'alleanza atlantica per "farla finita con il protettorato statunitense e liberarsi dei sionisti e degli imperialisti Ue".

Le iniziative per la Festa della Repubblica sono così solo un passaggio di un percorso più ampio che porterà il 20 giugno a un'assemblea nazionale indetta dal Coordinamento nazionale No Nato presso il centro sociale occupato Spin Time di Roma in cui chiedere "fuori Usa e Nato dall'Italia, no alla leva obbligatoria, sostegno all'obiezione di coscienza dei lavoratori della logistica di guerra". Vasto programma.