“Se ne va uno dei protagonisti più autorevoli dell'ambientalismo italiano, un uomo che ha saputo coniugare rigore scientifico, impegno civile e passione politica". Così Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde, annuncia la scomparsa di Gianni Mattioli, “fondatore delle liste verdi, già deputato e ministro della Repubblica”.
Mattioli, nato a Genova il 29 gennaio 1940 e laureato in Fisica all'Università "La Sapienza" di Roma nel 1964 con una tesi sulla diffusione delle particelle ad alta energia, nel 1973 divenne docente di fisica nello stesso ateneo. Nel 1987 viene eletto alla Camera con la Lista verde e rimane deputato fino al 2001. Nel corso della sua carriera politica ricopre anche il ruolo di sottosegretario al ministero dei Lavori pubblici dal 1996 nei governi Prodi e D’alema (1996-2000) e, successivamente,è ministro per le Politiche comunitarie per un anno con Giuliano Amato presidente del Consiglio (2000-2001).
"Insieme a Massimo Scalia è stato uno dei principali artefici della storica battaglia antinucleare che ha cambiato il nostro paese e un punto di riferimento dell'ambientalismo scientifico italiano”, ha ricordato Bonelli. “Gianni Mattioli ha dedicato la sua vita alla difesa dell'ambiente, alla ricerca di modelli energetici sostenibili e alla costruzione di una cultura ecologista fondata sulla conoscenza e sulla responsabilità verso le future generazioni", ha aggiunto il co-portavoce di Europa verde. “La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per il movimento ecologista, per la politica e per l'Italia”, ha concluso Bonelli che ha espresso, anche “a nome di Europa verde” il suo cordoglio ai familiari “e a tutte le persone che hanno condiviso con lui un lungo percorso di impegno civile e politico”.
Anche Paolo Cento, ex parlamentare ecologista e direttore della rivista green Articolo 9 ha ricordato Gianni Mattioli come “un amico e un riferimento della lotta contro il nucleare civile e militare". E ha aggiunto: “Con lui rimane il ricordo forte, oltre che il comune impegno parlamentare nei verdi,delle tante manifestazioni e dei blocchi sulla via Aurelia per i lavori della centrale di Montalto di Castro nei primi anni 80 e poi la vittoria al Referendum. Un impegno che rinnoveremo insieme a tante e tanti anche nei prossimi mesi di fronte al rischio di un maldestro di un ritorno al nucleare".

