È morto Luigi Tivelli, scrittore, politologo, giurista e commentatore politico de il Giornale. Una figura trasversale che ha attraversato da protagonista diverse stagioni della vita politica del Paese, affiancando all'impegno nelle istituzioni un'intensa attività di studio, divulgazione e analisi.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, tra cui quelli di consigliere parlamentare della Camera dei deputati, consigliere del Presidente del Consiglio, capo di gabinetto e portavoce di ministri.
Autore di 37 volumi pubblicati da diverse case editrici, come riportato sul sito di Rai Libri ha dedicato gran parte della sua attività allo studio della politica, delle istituzioni e della pubblica amministrazione. Tra le opere più conosciute figurano Viaggio italiano, scritto insieme ad Andrea Monorchio e pubblicato da Mondadori nel 2000, Chi è Stato? Gli uomini che fanno funzionare l'Italia (Rai Eri-Rubbettino, 2007) e Dalla Brutte Époque al Governo Draghi (Rubbettino, 2021).
Accanto all'attività editoriale, Tivelli ha svolto anche quella accademica come docente di Diritto pubblico e Amministrazione pubblica, contribuendo alla formazione di generazioni di studenti e approfondendo i temi legati al funzionamento dello Stato e delle sue istituzioni.
Nel corso degli anni ha firmato analisi e commenti per numerose testate nazionali oltre a il Giornale, Il Messaggero e Formiche.net, affermandosi come una delle voci più attente nell'osservazione della politica italiana. I suoi lavori gli sono valsi anche importanti riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Fregene, il Premio Sila e il Premio Rhegium Julii.
Tivelli era inoltre presidente e fondatore dell'Academy di cultura e politica dedicata a Giovanni Spadolini, progetto nato con l'obiettivo di promuovere il confronto culturale, la riflessione politica e lo studio delle istituzioni. Con la sua scomparsa lascia un patrimonio di studi, pubblicazioni e contributi che hanno accompagnato per anni il dibattito pubblico italiano.

