Obiettivo "nuove proposte". In un'Italia meno calciocentrica e più multidisciplinare dal punto di vista dei risultati sportivi, la Nazionale di nuoto è quella che negli ultimi 10 anni ha raccolto i risultati più importanti. Il mondo però non aspetta ed è necessario dare il via a un cambio generazionale importante per gettare le basi in vista dell'appuntamento più importante di tutti: le Olimpiadi di Los Angeles 2028. La California sarà il capolinea di un lungo viaggio, con alcune fermate intermedie. Tra queste, gli Assoluti primaverili in corso di svolgimento a Riccione, qualificanti per gli Europei di Parigi (10-16 agosto). Cesare Butini, direttore tecnico dell'Ital-nuoto, si trova quindi a gestire queste priorità, senza dimenticare alcune criticità.
Butini, partiamo dagli Assoluti: la fotografia?
"Il campionato italiano rappresenta ogni anno uno spartiacque importante. È il primo vero momento di verifica in vista degli impegni internazionali estivi, che quest'anno sono gli Europei di Parigi ad agosto. È chiaro che il regolamento europeo, che consente fino a quattro atleti per gara, rende questa competizione meno selettiva rispetto a Mondiali o Olimpiadi. Ma resta un test fondamentale per capire lo stato del movimento, soprattutto dopo segnali molto positivi arrivati dal settore giovanile".
Quanto è urgente il ricambio generazionale?
"È già iniziato, ma va consolidato. Vorrei vedere atleti giovani come Curtis (ieri record italiano nei 50 dorso) e D'Ambrosio assumersi responsabilità e affiancare i campioni affermati. Penso a Ceccon, Razzetti, Miressi, Di Pietro. Dobbiamo creare uno zoccolo duro su cui lavorare nei prossimi due anni. Quest'anno possiamo anche permetterci qualche esperimento, ma poi la direzione dovrà essere chiara: testa su Los Angeles".
Tra le atlete di punta c'è però anche Benedetta Pilato, al centro di un caso la scorsa estate per cui ha scontato una sospensione, che non ha centrato il pass continentale nei 100 rana.
"Parliamo di un'atleta che, nonostante i sette anni in Nazionale, ha solo 21 anni. Ha già vissuto esperienze importanti e ha intrapreso un nuovo percorso anche di vita a Roma. È un talento particolare, da sostenere. Con l'inserimento dei 50 rana nel programma olimpico, rappresenta una delle nostre migliori chance. Mi aspetto una stagione lunga, anche considerando possibili impegni ai Giochi del Mediterraneo".
Capitolo Ceccon: hanno fatto discutere alcune sue dichiarazioni sulle condizioni di allenamento.
"Credo sia stato frainteso. Thomas è molto istintivo e a volte non misura l'impatto delle sue parole. Ma non parliamo di criticità strutturali tali da influenzare la preparazione olimpica. Ci sono situazioni migliorabili, certo, ma nulla di determinante. E poi le soluzioni esistono: bisogna anche sapersi adattare".
Adattamento che l'Italnuoto ha dimostrato, a differenza della selezione calcistica. Come si costruisce una Nazionale vincente oggi?
"Investendo sui tecnici. È la chiave di tutto. Gli allenatori del settore giovanile sono fondamentali: formano gli atleti, noi li rifiniamo. Se la base non è solida, non si va da nessuna parte. È una filosofia che nel nuoto italiano ha dato risultati e che va perseguita. Penso possa essere seguita anche da altri".
Obiettivo dichiarato: Los Angeles 2028. Che Italia vedremo?
"Un'Italia rinnovata, competitiva e consapevole. Stiamo lavorando per arrivarci con un gruppo solido, giovane ma già esperto. Il viaggio è lungo, ma la direzione è chiara".

