La racchetta spaccata e il video virale. I tennisti si ribellano: allarme privacy

Scritto il 30/01/2026
da Marco Lombardo

Gauff e lo sfogo "rubato" negli spogliatoi. Swiatek: "Ormai siamo animali da zoo..."

"Siamo atleti, sappiamo che ci sono tante telecamere in giro e spendiamo la nostra vita per essere la parte migliore di noi stessi. Certo, però, capisco la frustrazione". Perfino il regale sopracciglio rosso di Jannik Sinner (stamattina in campo alle 9.30 contro Djokovic, dopo Alcaraz-Zverev giocata nella notte, diretta su Sky e in chiaro su Nove) si è inarcato quando gli chiedono se non si sia andati troppo oltre: si parla della privacy, ed è il tema del momento. Anche di tutto lo sport e non solo del tennis.

Il caso nasce a Melbourne dalla partita dei quarti di finale persa male da Coco Gauff contro Elena Svitolina: tornata verso gli spogliatoi si è sfogata spaccando una racchetta nella zona riservata ai giocatori, solo che agli Australian Open quest'anno le telecamere sono anche lì, e il video ha fatto il giro del mondo. "Mi sono trattenuta in campo per non dare il cattivo esempio ai giovani ha detto l'americana -, forse dobbiamo discutere sul fatto che di privato qui ci sono rimaste solo le docce". Concetto ribadito dalla collega Iga Swiatek: "Ormai siamo animali allo zoo osservati anche quando facciamo la pupù".

Diciamolo: lo sportshow sta effettivamente esondando, e a proposito di bestiario anche Nico Rosberg - quando si ritirò da campione del mondo di Formula Uno - affermò che gli sembrava di essere diventato un criceto sulla ruota. Da lì si è andato peggiorando, con una sorta di voyerismo giustificato dai compensi sempre più milionari: ti pago tanto (il vincitore dell'Happy Slam si porta a casa quasi 2 milioni e mezzo di euro), per cui la tua vita è mia. E dunque è anche un pullulare di microfoni, quello per cui si può ascoltare ogni vaffa dei piloti al muretto, le indicazioni (non più) segrete al time out di basket e volley, gli scambi di opinione tra arbitri diventati dei robocop con i calciatori. Quelli che per un paio di stagioni venivano ripresi in mutande negli spogliatoi prima della partita, evento strombazzato e venduto in esclusiva alle Tv. Sai che bellezza (e infatti per fortuna hanno smesso).

Si sta esagerando? Ebbene sì, e il direttore del torneo australiano Craig Tiley ha fatto una (piccola) marcia indietro: "Ascolteremo i giocatori e vedremo se fare delle modifiche. Devono sentirsi a loro agio". Poi, però, ha aggiunto: "Noi vogliamo avvicinare a loro i tifosi". Come no: più vicini di così

Semifinali donne: Sabalenka (Bie)-Svitolina (Ucr) 6-2, 6-3; Rybakina (Kaz)-Pegula (Usa) 6-3, 7-6.