C'è il precedente dell'anno scorso che un po' spaventa, 3 squadre ai playoff come oggi e tutte eliminate, anche se gli avversari non sembravano impossibili (Bruges, Feyenoord e PSV). A mezzogiorno scopriremo chi la sorte accoppierà a Inter (una fra Bodo Glimt e Benfica), Juventus (Galatasaray o Bruges) e Atalanta (Dortmund e Olympiacos), certo per tutte e 3 sarebbe stato meglio saltare gli spareggi e passare direttamente agli ottavi di finale. E non sarebbe nemmeno stata chissà quale impresa. Due partite in meno (e 11 milioni in più) con 40 giorni da dedicare solo al campionato.
Il rosario dei rimpianti è molto lungo. L'Atalanta era quinta dopo 6 partite e ha finito 15ª, perdendo negli ultimi due turni contro Bilbao in casa e Union St Gillois in trasferta, avversari finiti entrambi fuori dai playoff. Con 4 punti, Palladino sarebbe stato quinto e avrebbe lasciato il City un'altra volta fuori dalle prime 8. Quest'anno invece Guardiola (22° un anno fa) s'aggrega alla festa Premier (5 squadre su 8 agli ottavi), mentre ripassano dagli spareggi PSG e Real Madrid (l'anno scorso pure il Bayern, ora invece finito secondo).
Alla fine è l'Inter (un anno fa quarta e con 4 punti in più) quella che più di tutte è andata vicino al G8. Non è bastato il magico mancino di Dimarco, perché i danni erano stati fatti prima: serviva un punto fra Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal, ma i vice-campioni d'Europa in carica hanno invece sempre perso e ora anche per loro c'è l'incognita del turno supplementare, chissà se davvero nel nostalgico faccia a faccia con Mourinho, già sfidato (e battuto 5 volte su 6) da allenatore della Roma. Ma vuoi mettere in Europa?
Pochi rimpianti per Spalletti, che al G8 in realtà non deve avere proprio mai pensato, vista la formazione schierata a Montecarlo, molti di più per la Juventus, per quell'avvio col freno a mano (2 punti dopo 3 partite) che ha contribuito al cambio di panchina e all'addio di Tudor, che sembra una vita fa, ma sono invece 3 mesi giusto oggi.
E poi ci sono Conte e il suo Napoli. Quelli non chiamiamoli rimpianti, perché l'eliminazione col 30° posto in un girone da 36 squadre è un vero fallimento. Il Napoli ha fatto 2 punti in 3 partite con PSV, Eintracht e Copenaghen, tutte eliminate. Lì sta il fallimento, per il quale gl'infortuni non possono essere alibi (e peraltro l'emergenza è delle ultime settimane, non dell'autunno). Avanti Bodo Glimt e Qarabag, fuori i campioni d'Italia, finiti alle spalle anche del Pafos e dello stesso St. Gillois. Ce ne sarebbe abbastanza per chiedere semplicemente scusa, senza argomentare. E invece, come sempre, Conte scarica altrove le responsabilità (e reclama nuovi giocatori).

