A Wimbledon 2026 Jannik Sinner è stato uomo da trincea più che da passerella. Il numero uno del mondo, campione in carica sull'erba dell'All England Club, ha battuto al quinto set il serbo Miomir Kecmanovic con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3 dopo tre ore e mezza di battaglia. Il dato che resta immediatamente impresso è stata la capacità di reazione dell'azzurro: sotto di un set, poi di nuovo costretto a inseguire dopo il tie-break perso nel terzo parziale, Sinner ha cambiato passo nel quarto set, dominando e trascinando la sfida al quinto, dove ha imposto ritmo e profondità fino al break decisivo.
Numeri alla mano, spiccano anche i 31 ace, cifra che racconta una giornata di servizio quasi irreale sull'erba londinese. Ma il match ha avuto anche un momento di svolta meno tecnico e più corporeo, quasi crudo. Nel corso del terzo set, una scivolata sul Centrale ha rischiato di cambiare tutto: una caduta innaturale, con le gambe divaricate e una forte sollecitazione su anca e ginocchio. Da lì, il dettaglio che ha attirato subito l'attenzione: una macchia rossa sulla scarpa bianca, diventata rapidamente il simbolo visivo della sofferenza. Poco dopo si è chiarito l'episodio: distacco o rottura di un'unghia del piede destro, con conseguente sanguinamento. Il sangue ha macchiato vistosamente la tomaia, mentre il pubblico per qualche istante ha temuto il peggio. Eppure Sinner ha scelto di restare dentro la partita, senza interrompere il ritmo. A fine match ha spiegato con lucidità: "Sto bene, sono sorpreso che mi abbiano lasciato giocare, da bianca è diventata un po' rossa, ma era solo un'unghia". E ancora: "Non volevo disturbare Miomir, avevamo un buon ritmo e non volevo portare via tempo".
Dietro la vittoria c'è anche una componente mentale non trascurabile. Il campione altoatesino ha ammesso le proprie tensioni alla vigilia: "Ero un po' nervoso: non è facile scendere in campo qui da campione in carica". Un passaggio chiave per leggere l'avvio complicato: "È un onore aprire il torneo sul Centrale: all'inizio del match ero un po' teso e non ho giocato al meglio, ma sono contento di aver rimontato". La vittoria assume inoltre un valore statistico e psicologico più ampio. Prima di questo match, il bilancio di Sinner nelle sfide decise al quinto set era di 6 vittorie e 11 sconfitte; con questo successo il conto sale a 7-11 e il trend è stato invertito, ricordando l'ultima affermazione nel set decisivo contro Medvedev nella finale degli Australian Open 2024. Un turning-point come l'anno scorso, quando l'infortunio di Dimitrov lo graziò a Londra? L'avventura prosegue, contrariamente a Luciano Darderi e a Elisabetta Cocciretto, ko all'esordio contro Quinn e Wang. Per Jannik ci sarà domani il portoghese Nuno Borges.

