Verdone torna ai film con la "love coach"

Scritto il 24/03/2026
da Pedro Armocida

Alla presentazione, polemica di De Laurentiis: "I soldi pubblici vadano ai veri produttori"

"Oggi la gente ama sedurre e essere sedotta e allora, ci siamo detti con Carlo Verdone, perché non proviamo a raccontarla questa seduzione?". Così il produttore Aurelio De Laurentiis racconta la genesi del nuovo film di Carlo Verdone, Scuola di seduzione che, dall'1 aprile, arriverà sulla piattaforma Paramount+. Si tratta di una storia corale in cui i sei protagonisti (oltre a Verdone, Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Euridice Axen e Romano Reggiani), accomunati da insicurezze e fragilità affettive, si rivolgono a una love coach per risolvere le pene sentimentali. C'è chi cerca l'amore, chi vuole salvarlo e chi non smette di interrogarsi sul passato.

A interpretare il personaggio della coach, che fa da collante tra tutte le storie, troviamo l'attrice spagnola Karla Sofía Gascón Ruiz che si chiamava Juan Carlos e che, nel 2018, ha pubblicato un libro in cui ha raccontato il suo essere trans. Solo un anno fa stava per vincere meritatamente l'Oscar come migliore attrice protagonista per Emilia Pérez, film amato da De Laurentiis che l'ha premiato all'Ischia Global Fest dove è nata questa collaborazione, ma la riesumazione di una serie di messaggi da lei scritti su Twitter, molto critici sui musulmani e su altre minoranze, provocò una polemica così ampia che finì in una linciaggio social e saltò tutto: "Sono contenta di essere tornata in Italia rivela l'attrice cinquantatreenne perché negli anni '90 ho lavorato in Rai e a Canale 5. Per me è una grande opportunità ricominciare nel Paese che è un po' la mia casa".

Carlo Verdone torna al formato da film dopo le quatto stagioni di Vita da Carlo, la serie tv frutto di un accordo pluriennale sempre per Paramount+: "È un po' un ritorno alle origini dice l'attore e regista romano che ha scritto il film con Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni dopo 5 anni di serie tv non è stato psicologicamente facile raccontare una storia in meno di due ore. Non ero sicuro di mantenere i tempi e i ritmi giusti. Il titolo viene da un articolo del Guardian sull'esplosione delle scuole di seduzione in Inghilterra. Nel film ogni personaggio ha un problema attinente alla vita di oggi. Spero di aver ricominciato nel migliore dei modi a fare cinema". E, a chi gli chiede se non gli manca il confronto con il pubblico proprio al cinema, risponde sicuro: "Io sto già lavorando al prossimo film, siamo al soggetto ma è assolutamente per la sala. Certo mi accorgo che al cinema c'è un problema di scrittura. Bisogna curarli di più i film perché vedo un po' di sciatteria che forse allontana il pubblico. Anche la politica non aiuta, molti se ne sono approfittati certo, ma si fanno meno film e questo colpisce le produzioni più piccole". E, a proposito del taglio dei fondi per il cinema, Aurelio De Laurentiis chiude la conferenza stampa in polemica diretta con il ministero della Cultura: "Bisognerebbe fare un po' di scuola di seduzione a Giuli per le cazzate che ha commesso al ministero. Perché non si confronta con quelle dieci persone che sanno fare i produttori? Quando tu hai a disposizione 650 milioni l'anno e non li sai suddividere per competenze differenziate è meglio non farlo il ministro".