Il Mondiale di Torun è ormai in archivio e l'Italia è già pronta a guardare al futuro. La rassegna iridata polacca ha confermato il Bel Paese tra le superpotenze dell'atletica mondiale: gli azzurri hanno riscritto la propria storia al coperto con il nuovo record di medaglie (5) e di ori (3) in un Mondiale indoor conquistando la terza posizione finale nel medagliere, alle spalle solamente degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Non si tratta solo di un risultato storico, ma soprattutto di un'ulteriore iniezione di fiducia verso un futuro roseo: i 5 medagliati, la cui età media è di soli 25 anni, hanno ancora dei margini di crescita importanti. Fa sognare il potenziale di Zaynab Dosso che, dopo aver dominato i 60 metri, può provare a fare un ulteriore passo avanti sui 100, "le ho parlato, ci sta lavorando" ha infatti confidato il n°1 di Fidal, Stefano Mei.
Ci sono anche atleti da recuperare come Leonardo Fabbri. L'azzurro ha svelato in un post che dal flop di Parigi qualcosa è cambiato e "mi ha colpito: gli insulti. Non tanto a me, perché in qualche modo ci sono abituato, ma alla mia famiglia... Da quel momento non riesco più a vivere le gare come prima. Non riesco a divertirmi... a esprimermi come faccio in allenamento". Dai campioni in crisi a giovani talenti come Kelly Doualla semifinalista iridata a soli 16 anni. Un'abbondanza confermata da Mei, "per il futuro sono ottimista, e in questi giorni presenteremo al governo il dossier per candidarci a ospitare a Roma i mondiali del '29 o del '31...". Un futuro che inizierà tra poche settimane a Brasilia, dove il 12 aprile 25 azzurri saranno al via dei Mondiali a squadre di marcia per provare ad aggiungere altra luce a un'Italia che brilla.

