Iren spinge i profitti a 301 miloni. E il dividendo fa un balzo dell'8%

Scritto il 24/03/2026
da Sofia Fraschini

Dal Fabbro: "Nessuna decisione sul green"

Sale il peso delle attività regolate in casa Iren che, approvando conti 2025 positivi, ha anche aumentato dell'8% i dividendi che balzano così a 13,86 centesimi. Il gruppo ha chiarito che "al momento Iren non ha assunto alcuna decisione sulla possibile cessione del settore energie rinnovabili detenuto in Iren Green Generation" ribadendo che "considera le energie rinnovabili parte strategica del mix energetico". Il presidente esecutivo di Iren, Luca Dal Fabbro (in foto), ha quindi, messo a tacere le voci di un possibile disimpegno sul settore: nel mirino 100 impianti fotovoltaici tra Puglia e Basilicata, oltre a un parco eolico da 6 MW in Liguria.

Tornando ai conti, l'utile di Iren è cresciuto del 12% nel 2025 e ha raggiunto quota 301 milioni. Bene anche l'ebitda che ha toccato 1,3 miliardi, in aumento del 6% rispetto al 2024, cosi come i ricavi consolidati che sono risultati pari a 6,5 miliardi (+8,8%) e l'ebit che è cresciuto a 530 milioni (+2%). "L'integrazione di Egea - ha detto Del Fabbro - sta già esprimendo risultati molto positivi (+60 milioni di euro nel 2025), contribuendo alla crescita e al rafforzamento della nostra piattaforma industriale". Per questo, continua Dal Fabbro, "la scelta di anticipare questo consolidamento, sostenuta finanziariamente dall'emissione del bond ibrido da 500 milioni, ha permesso di ottenere già nel 2025 parte delle sinergie individuate".

Sale l'indebitamento finanziario netto a 4,2 miliardi (+3%), ma "il flusso di cassa operativo, nonostante l'incremento dei crediti fiscali da Superbonus 110% (per 43 milioni) e l'incremento del capitale circolante netto (per +148 milioni), ha interamente coperto gli investimenti tecnici del periodo".

Sul piano tecnico, al 31 dicembre scorso l'energia elettrica prodotta è cresciuta dello 0,1%, ma sono calati del 9,2% le rinnovabili, che arrivano a 1.618 GWh. A pesare, i risultati negativi dell'idroelettrico, sceso dell'11,4%.

"Guardiamo al 2026 con fiducia, facendo leva su un modello industriale focalizzato ed equilibrato, in grado di garantire stabilità anche in contesti volatili grazie al maggior sviluppo atteso nei business regolati", ha aggiunto l'ad Gianluca Bufo.